domenica 5 aprile 2015

Dinelli: "preoccuparsi all'improvviso per la VIA della centrale a carbone vale a dire non averla mai letta"

slide-via-tvnIl sindaco Mazzola, messo alle corde sul biomonitoraggio delle coltivazioni agricole di Tarquinia, chiede aiuto al Pd locale che non si rende affatto conto che la Relazione del Dr. Ghirga altro non è che il mero contenuto della Valutazione di Impatto Ambientale della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord rilasciata nel 2003.
Preoccuparsi all’improvviso per la VIA vale a dire di non averla mai letta, e questo per un sindaco è una cosa gravissima, ancor più se si pensa che quest’ultimo si presenterà come candidato alle prossime elezioni provinciali di Viterbo. 

Il Pd getta poi la maschera parlando di migliaia di posti di lavoro persi se ci si oppone al carbone,dimenticandosi di considerare il danno al lavoro, al turismo, ed all’economia agricola tarquiniese che l’inquinamento può causare sul territorio.
L’unico buio che il M5S “vede” non è quello paventato dal Pd come conseguenza dello spegnimento della centrale, ma quello nella mente della maggioranza del consiglio comunale che ha negato l’inserimento di Ghirga nel comitato tecnico del biomonitoraggio, contro l’interesse della popolazione di Tarquinia.

giovedì 2 aprile 2015

Tarquinia: referendum per uscire dall'Euro, si può firmare anche in Comune

fuoridalleuro-tarquiniaIl Movimento 5 Stelle di Tarquinia comunica che per tutto il mese di Aprile sarà possibile firmare presso gli uffici del Comune per la proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per indire un referendum sull’uscita dell’Italia dall’euro.

Il referendum consultivo per uscire dall’euro si può fare. Per poterlo indire è necessario approvare una legge costituzionale “ad hoc” come già avvenuto nel 1989 quando si richiese agli italiani se volevano dare o meno facoltà costituente all’Unione Europea.

I cittadini possono firmare presso gli uffici Servizi Demografici ed Elettorali, in piazza Matteotti n.2 e 4, dal lunedì al mercoledì dalle ore 8,00 alle ore 11,oo e dal giovedì al sabato dalle 11,00 alle 14,00.

Tutte le informazioni su www.fuoridalleuro.com

lunedì 30 marzo 2015

Biomonitoraggio: una seria analisi dei dati da parte del M5S di Tarquinia

ghirga-biomonitoraggio-tarquiniaIl Biomonitoraggio era stato richiesto non a scopo di puro studio geologico delle aree potenzialmente interessate dalle massicce ricadute di inquinanti emessi dalla Centrale a Carbone di Torre Valdaliga Nord, ma al fine di proteggere l’agricoltura e, quindi, l’economia ed il lavoro ad essa collegati; indirettamente poi, il Biomonitoraggio avrebbe dovuto raggiungere il fine, più importante, della tutela della salute delle popolazioni locali.

In questo chiaro contesto, il Biomonitoraggio ha completamente fallito il suo scopo non tenendo conto, probabilmente perché non ne erano in possesso gli autori dello studio, di dati fondamentali che impongono l’impossibilità di affermare che non esista una fonte puntuale di rischio che possa anche solo in parte giustificare la presenza di elementi tossici come l’arsenico nei terreni analizzati. Infatti, non puó essere escluso in alcun modo che la combustione del carbone nella centrale di TVN non possa essere un fattore causale importante al quale sia dovuta la presenza di metalli/non metalli nei suoli analizzati.

Il Biomonitoraggio non ha analizzato il mercurio e le diossine entrambi inquinanti estremamente tossici emessi dalla combustione del carbone (Report Osservatorio Ambientale Regione Lazio 2010, pag. 149), la cui presenza potrebbe compromettere pesantemente lo sviluppo dell’agricoltura di Tarquinia.

Le ricadute umide non sono state analizzate mentre dati recenti indicano depositi di elementi tossici nei terreni e nei sedimenti marini che diminuiscono man mano che gli organismi analizzati venivano reperiti lontano dalla fonte di combustione del carbone. I radionuclidi nei terreni non sono stati analizzati.

Secondo l’Osservatorio Ambientale della Regione Lazio, Tarquinia, Allumiere, Tolfa e Santa Marinella, dopo Civitavecchia, sono le aree di maggior ricaduta degli inquinanti emessi nell’ambiente dalla combustione del carbone nella centrale di Torrevaldaliga Nord (Report Osservatorio Ambientale Regione Lazio 2010, pag. 14). Questo dato si scontra violentemente con i risultati del Biomonitoraggio che non riconoscono, nella combustione annuale di milioni di tonnellate di carbone, alcuna minaccia di inquinamento dei terreni. Di conseguenza, le conclusioni alle quali sono giunti gli autori del Biomonitoraggio stesso sono difficilmente attendibili.

Durante l’ultimo consiglio comunale, il consigliere del M5S Marco Dinelli ha fatto una proposta che potrebbe essere realmente messa in atto, in attesa dell’auspicata, ma improbabile, chiusura della centrale a carbone. Si potrebbe, infatti, trarre un beneficio immediato anche solo dalla riduzione della quantità annuale di carbone bruciato. Iniziativa molto importante che si scontra con l’aumento di 900.000 tonnellate di carbone bruciate ogni anno nella centrale termoelettrica, recentemente autorizzato dalla Autorizzazione Integrata Ambientale per TVN. Un modo di procedere che lascia veramente poche speranze di risolvere il problema dell’inquinamento causato dalla combustione del carbone se non si agisce con lealtà verso la popolazione.
La consegna alla Procura dei dati presentati dal dott. Ghirga, non fa altro che anticipare le intenzioni del M5S su quanto si è verificato al consiglio comunale sul biomonitoraggio.

M5S Tarquinia

lunedì 23 marzo 2015

Acqua, subito la formazione di bacini idrografici

acqua pubblicaIl diritto all’acqua è un diritto inalienabile e di conseguenza l’acqua deve essere considerata un bene comune in conformità ai principi costituzionali, in ossequio alla volontà popolare espressa con il referendum del giugno 2011, e nella Regione Lazio nel rispetto della legge regionale n.5 del 2014 scaturita da una proposta di iniziativa popolare e approvata all’unanimità.

Da mesi, si cerca di promuovere una cultura di salvaguardia della risorsa idrica e ogni iniziativa utile per affermare la pubblicità del servizio idrico, valutando non ulteriormente accettabile lo stato della gestione del servizio idrico nel nostro territorio,caratterizzato da una pessima conduzione ed accompagnato da un regime tariffario ormai giunto al limite della sostenibilità economica e della giustizia sociale.

Sostenendo le iniziative del coordinamento nazionale “Enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico”, che vanno avanti da oltre tre anni, i gruppi locali del Movimento 5 stelle chiedono alla regione di emanare nei tempi più rapidi possibili la legge che istituisce gli ambiti di bacino idrografico e dispone la convenzione di cooperazione tipo per il governo dei medesimi, utilizzando la proposta prodotta dal coordinamento regionale “Acqua Pubblica Lazio” consegnata all’assessore regionale all’Ambiente in data 29/12/2014, così da attuare in pieno la sopra citata L.R. 5/14.

A sostegno di ciò, in molti comuni sono state presentate dai gruppi locali e dai meetup del M5S proposte di delibere comunali che spingano la regione ad andare celermente avanti senza più temporeggiare e procedere, alla formazione dei bacini idrografici e alla ripubblicizzazione della gestione dell’acqua che interessa anche la società Talete s.p.a. come chiarito e proposto chiaramente nell’ordine del giorno del consigliere comunale del m5s di Viterbo.

Invitiamo tutti i cittadini e le associazioni alla prossima nostra azione: sit-in sotto la sede del consiglio regionale del Lazio per il giorno 25 marzo alle 11, mentre in consiglio la nostra portavoce regionale Silvia Blasi effettuerà una question time sull’acqua pubblica.

 Movimento 5 stelle Viterbo – Movimento 5 stelle Canepina – Movimento 5 stelle Tuscania – Movimento 5 stelle Civita Castellana – Movimento 5 stelle Tarquinia – Meetup Vetralla – Meetup Fabrica di Roma – Meetup Canino – Meetup Vitorchiano – Meetup Sutri – Meetup Nepi – Meetup Proceno – Meetup Ronciglione

sabato 21 marzo 2015

Un biomonitoraggio per fare finta di controllare

Il sindaco Mazzola, dopo l’accordo con ENEL per 14.500.000 di euro più 700.000 euro all’anno a condizione dell’effettivo esercizio della centrale a carbone di Civitavecchia, a seguito della relazione del medico per l’ambiente Giovanni Ghirga, invoca “preoccupato” il diktat: “Spegnete voi quella centrale, visto che ora amministrate Civitavecchia” …

enel-controllato-controlloreAl Consiglio Comunale di Tarquinia di giovedì scorso – convocato prontamente dopo la nostra lettera al Prefetto di Viterbo – sui risultati del bio-monitoraggio delle coltivazioni agricole di Tarquinia, il sindaco Mazzola ha dovuto presentare pubblicamente i dati raccolti dal CRA e, suo malgrado, riaprire il dibattito sulla centrale a carbone di Civitavecchia.

La centrale di TVN ogni giorno brucia una nave di carbone (11.000 tonnellate) e rilascia grandi quantità d’inquinanti pericolosissimi, che i suoi filtri non sono in grado di trattenere. Tra questi ad esempio il mercurio, responsabile di gravi patologie cerebrali dei bambini, come ha ricordato al Consiglio Comunale il pediatra e medico per l’ambiente dott. Giovanni Ghirga, intervenuto come esperto su richiesta del consigliere M5S Marco Dinelli. Dopo la relazione del dott. Ghirga, Mazzola ha affermato che se quanto descritto è vero, va chiesta immediatamente la chiusura della centrale al Sindaco di Civitavecchia. Situazione strana: un sindaco chiede a un altro sindaco d’intervenire, invece di preoccuparsi direttamente della salute dei suoi concittadini; è evidente il tentativo di spostare l’attenzione altrove. E Mazzola ne ha di motivi per farlo: parliamo di un sindaco che in cambio di “compensazioni” economiche ha fatto accordi graditi ad ENEL quando i cittadini di Tarquinia erano prossimi ad ottenere che la centrale non entrasse in funzione. Tali accordi, come quello sul bio-monitoraggio delle coltivazioni agricole, si basano sulla presenza pervasiva di ENEL negli organismi di controllo. Così, invece di essere costantemente sotto osservazione come controllata, ENEL ha trovato in gente come Mazzola un utile alleato per partecipare anche come controllore.

Marco Dinelli dichiara: “C’è un nesso tra gli accordi Mazzola-ENEL e la circostanza che il rilevamento per il bio-monitoraggio abbia escluso il mercurio e la diossina? C’è un nesso tra gli accordi Mazzola-ENEL e la decisione della maggioranza, silenziosa e un po’ imbarazzata, che ha bocciato la mozione presentata dall’intera minoranza, negando al dott. Ghirga la possibilità di partecipare al Comitato Tecnico per il bio-monitoraggio delle coltivazioni agricole, dove invece siede ENEL?”

Gli appelli del dott. Ghirga, basati sui dati ufficiali come quelli della Valutazione d’Impatto Ambientale di TVN, che oggi fanno tanto effetto sul sindaco Mazzola, ripropongono le stesse cose che il pediatra gli ripete da anni. I dati della VIA erano tremendi allora come lo sono oggi. All’epoca però il sistema elettrico nazionale stava funzionando anche senza la centrale a carbone e l’approvvigionamento elettrico di Roma non era basato su TVN; oggi invece la sicurezza elettrica di Roma dipende da TVN e il Governo ha un arma in più per non ascoltare chi chiede la chiusura della centrale, liquidandola come velleitaria.

“Oggi chi vuole veramente chiudere la centrale deve chiederne la chiusura progressiva, come ho affermato in consiglio comunale chiedendo una riduzione della quantità annuale di carbone bruciato. Il resto sono chiacchiere di chi ha grandi responsabilità da nascondere”, conclude il consigliere del M5S di Tarquinia.

 

 

martedì 17 marzo 2015

Convocato il Consiglio comunale sul Biomonitoraggio, invitiamo la cittadinanza e le associazioni degli agricoltori a partecipare

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Il dott. Giovanni Ghirga, medico per l’ambiente. L’intera opposizione ha chiesto l’inserimento del dottore all’interno del Comitato Tecnico per il biomonitoraggio agricoltura. Giovedì la maggioranza dovrà esprimersi su questa richiesta.

Finalmente convocato per giovedì 19 marzo alle ore 16:00 il consiglio comunale sul Biomonitoraggio delle coltivazioni agricole di Tarquinia. Ci sono voluti quasi due anni, tra richieste, interrogazioni e mozioni a tutti i livelli istituzionali, fino ad interpellare il Prefetto proprio la scorsa settimana, ma alla fine ce l’abbiamo fatta: dopo circa 5 anni dalla conversione a carbone della centrale Enel TVN si parlerà dell’importante biomonitoraggio previsto dall’accordo tra Comune di Tarquinia ed Enel stipulato nell’ottobre 2008.

All’ordine del giorno ci sarà anche la mozione firmata da tutta l’opposizione per l’inserimento nel Comitato Tecnico per il Biomonitoraggio del noto pediatra Giovanni Ghirga, membro del Comitato degli Esperti della Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente (ISDE), da sempre impegnato nella tutela della salute e dell’ambiente nel nostro territorio.

Naturalmente ci aspettiamo che il dott. Ghirga possa partecipare al dibattito sul biomonitoraggio, come annunciato dal sindaco Mazzola sul Corriere di Viterbo il 18 dicembre scorso, dove dichiarava: “sul biomonitoraggio dei terreni e dei prodotti agricoli non abbiamo timore del confronto, perché non dobbiamo nascondere niente… daremo l’opportunità ai consiglieri di portare i propri esperti per un dibattito sul tema”. Anche perché al consiglio comunale sono stati invitati tutti i membri del Comitato Tecnico ed il presidente del Consorzio per la gestione dell’Osservatorio Ambientale (quello finanziato con i soldi dell’Enel).

Invitiamo pertanto tutta la cittadinanza, i comitati, e le associazione degli agricoltori a partecipare a questa importante assise, vista la delicatezza dei temi trattati su cui si dovrà esprimere il consiglio.

Marco Dinelli
Consigliere portavoce M5S Tarquinia

ODG consiglio 19-03-15 ore 16

mercoledì 11 marzo 2015

Consigli comunali su Autostrada e Biomonitoraggio, i consiglieri Dinelli e Serafini scrivono al Prefetto

Marco_Dinelli_consigliere-logoProtocollata nella mattinata di giovedì 5 marzo dai consiglieri Marco Dinelli (M5S) e Pietro Serafini (Terzo Polo) la lettera al Prefetto di Viterbo, dott.sa Antonella Scolamiero, dove si chiede di intervenire tramite diffida per la convocazione del Consiglio Comunale aperto sull’Autostrada, e sulla mozione concernente il Comitato Tecnico per il Biomonitoraggio agricoltura, richieste presentate dall’intera minoranza del consiglio Comunale di Tarquinia e rimaste finora inascoltate dal presidente del consiglio Palmini e dal sindaco Mazzola.

“Siamo convinti che ci siano delle violazioni del regolamento consiliare e dell’art. 39 del TUEL” dichiara Marco Dinelli, consigliere del Movimento 5 Stelle, e prosegue: “Doverci rivolgere al Prefetto per far rispettare il diritto d’iniziativa che per legge spetta ai consiglieri comunali la dice lunga sul livello di democrazia in cui versa il Comune di Tarquinia!”.
Anche Serafini non usa mezzi termini: “Il Consiglio Comunale aperto è un atto dovuto, da parte di un’amministrazione responsabile, per quei temi importanti che riguardano la comunità, ma a quanto pare il sindaco sembra essersene scordato, fa orecchie da mercante perché teme il confronto con i cittadini”.

Il consiglio comunale aperto sull’autostrada era stato chiesto addirittura più di un anno fa da oltre un quinto dei consiglieri, ma in tutto questo tempo a nulla sono servite le ripetute richieste da parte della minoranza e dei comitati affinché fosse convocato.

Del resto il TUEL (Testo Unico degli Enti Locali) parla chiaro. L’articolo 43, comma 1 recita: “I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta alla deliberazione del consiglio. (…)”.
Mentre l’articolo 39 comma 2 afferma: “Il presidente del consiglio comunale o provinciale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, o il sindaco o il presidente della provincia, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste”.
Il comma 5 poi è categorico: “In caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del consiglio, previa diffida, provvede il Prefetto”.

 

martedì 10 marzo 2015

Manifestazione Vigili del Fuoco Lazio: Basta territori senza distaccamenti!

MANIFESTAZIONE IL 12 MARZO ALLE ORE 10,00
PIAZZA MATTEOTTI – TARQUINIA

vigili-del-fuoco-tarquiniaDopo l’ultimo episodio avvenuto a Tarquinia, dove l’intervento dei Vigili del Fuoco in una abitazione invasa dal fumo palazzina è arrivato dopo ben 50 minuti a causa mancanza di un distaccamento permanente VVF sul litorale viterbese, l’USB Vigili del Fuoco, unitamente alle amministrazioni del distretto, invita la cittadinanza a partecipare alla manifestazione indetta per il prossimo 12 marzo, in piazza Matteotti a Tarquinia, dalle ore 10.00.

La manifestazione ha lo scopo di richiedere un urgente incontro ai vertici del Dipartimento VV.F. per superare questa grave carenza di sicurezza, che in primis ricade sui cittadini del territorio e poi sui lavoratori VV.F.

Per riportare i livelli di sicurezza alla popolazione ad uno standard accettabile, si richiede nell’immediato una ripresa della convenzione con la quale la Regione Lazio assicura che una squadra di Vigili del Fuoco in straordinario copra il territorio, ma soprattutto che il Dipartimento VV.F. assegni al più presto il personale necessario per aprire un distaccamento permanente, come ha già fatto ultimamente per le province di Rieti a Poggio Mirteto e di Latina a Castelforte.

USB VV.F.- Unione Sindacale di Base Vigili del Fuoco

 

sabato 28 febbraio 2015

Autostrada, noi siamo dalla parte dei cittadini

sat-autostradaE’ sconvolgente leggere sui giornali la sfrontatezza con cui il PD locale, tramite il suo segretario Angelo Centini, proferisca auto elogi esaltando l’operato del Sindaco di Tarquinia riguardo i lavori dell’Autostrada Tirrenica e ghettizzando le azioni dei cittadini della Farnesiana che si adoperano con molto sacrificio personale, a favore della salvaguardia della libera viabilità sul nostro territorio.
Di cosa vuole vantarsi Centini, del fatto che l’antica e libera Aurelia sia stata data in regalo ad una società privata (SAT) o del fatto che questa taglierà la libera viabilità fuori dal guard-rail da Civitavecchia a Tarquinia a fronte di un’autostrada a pagamento fra le più care d’Europa?

Ricordiamo infine la gravità nelle modalità dei recenti eventi e cioè di come non siano stati preventivamente informati i cittadini della Farnesiana riguardo alla chiusura dell’accesso alla strada Melledra il 12 febbraio scorso. Oppure si vuole elogiare il sindaco di come tale iniziativa autoritaria della SAT non risulti essere stata autorizzata da un qualche documento ufficiale dell’amministrazione pubblica? Chi ha autorizzato l’azione delle forze dell’ordine contro tali cittadini, che fino all’ultimo istante simbolicamente incatenati si sono opposti fisicamente invano alle ruspe della SAT?

In ultimo caro Sindaco Mazzola, ancora grazie per i tanti ponti sul fiume Mignone annunciati, prima previsti e poi scomparsi e poi forse ricomparsi in via ufficiosa nei suoi comunicati stampa.
Si ricordi però che un ponte di carta non galleggia a lungo né sul fiume né tantomeno nella comprensione della sua cittadinanza.

M5S Tarquinia

giovedì 12 febbraio 2015

Talete: inaccettabile il piano di rilancio, vogliamo coerenza e rispetto della volontà referendaria

acqua_pubblica_In riferimento alla recente richiesta avanzata dal sindaco Mazzola, relativa alla convocazione urgente di una riunione di tutti i sindaci in merito al piano di rilancio aziendale (Parca) elaborato dalla Talete Spa, il Movimento 5 Stelle di Tarquinia ritiene inaccettabile avallare un piano di rilancio che di fatto ribalta sui cittadini, attraverso il rincaro delle tariffe, i costi della fallimentare gestione del servizio idrico attuata dalla Talete nel corso degli anni.

In coerenza e nel rispetto della volontà referendaria manifestata nel 2011, recepita con legge regionale n. 5/2014, il Movimento 5 Stelle si sta adoperando affinché   nel breve periodo venga ultimato l’iter legislativo regionale necessario all’applicazione della predetta legge, la quale sancisce la ripubblicizzazione della gestione dell’acqua, bene primario inalienabile e non mercificabile, la cui gestione deve necessariamente rispondere a criteri solidaristici. In sostanza, la fruizione dei  beni primari, così come avviene per il servizio sanitario, deve essere garantita e finanziata dalla fiscalità generale regionale, la quale è tenuta a farsi carico delle criticità dei singoli territori.

Nello specifico, il Movimento auspica l’approvazione dei bacini idrografici delineati dai comitati per l’acqua e la gestione degli stessi ad opera di soggetti di diritto pubblico, così come stabilito dalla legge regionale 5/2014, mantenendo la gestione dell’acqua completamente pubblica e garantendo i livelli occupazionali.
In netto contrasto con la predetta normativa si pone invece la linea caldeggiata dalla Giunta Zingaretti, la quale, prevedendo un unico bacino idrografico, consegnerebbe nelle mani di Acea Spa, soggetto di diritto privato, la gestione del servizio idrico integrato del Lazio.

M5S Tarquinia

lunedì 9 febbraio 2015

Consiglio Comunale sul Biomonitoraggio Agricoltura: Mazzola inadempiente, interpelleremo il Prefetto

Biomonitoraggio Agricoltura e Report sulla qualità dell'aria: Mazzola "prende lucciole per lanterne"

Biomonitoraggio Agricoltura e Report sulla qualità dell’aria: Mazzola “prende lucciole per lanterne”

Il sindaco Mazzola continua a farsi beffe dei cittadini e di tutta la minoranza del Consiglio Comunale di Tarquinia. Invece di convocare il consiglio sul Biomonitoraggio dell’Agricoltura e sulla relativa mozione di partecipazione al Comitato Tecnico presentata da tutta l’opposizione, ha preferito sprecare un Consiglio Comunale per replicare la presentazione dell’attività svolta dallo pseudo Osservatorio Ambientale dei comuni amici di ENEL, il cui report annuale 2013 era stato già presentato nel settembre scorso.
Quell”Osservatorio, a cui partecipa il Comune di Tarquinia, è un carrozzone finanziato con soldi ENEL che nulla ha a che fare con quello istituito per legge dalla Regione Lazio nel 2010 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente per controllare la centrale a carbone come prevede la Valutazione d’Impatto Ambientale del 2003. Stranamente Mazzola si rifiuta di prendere parte a quello voluto da Ministero e Regione e preferisce invece essere organico dell’Osservatorio dei Comuni amici di ENEL, che ne paga generosamente le spese e, cosa gravissima, fornisce i dati per il report (il controllato fornisce i dati al controllore).

Il consiglio comunale di venerdì scorso non ha dunque niente a che vedere con quello riguardante il “Biomonitoraggio delle coltivazioni agricole di Tarquinia” (tema su cui il M5S sta insistendo da quasi due anni) annunciato dal Sindaco per gennaio scorso, ma non ancora convocato. Questo, Mazzola, lo sa bene, ma cerca lo stesso di gettare fumo negli occhi alla cittadinanza “prendendo lucciole per lanterne” e ignorando le istanze dell’opposizione su un argomento così delicato ed importante per la salute pubblica, di cui è il primo responsabile.

Il Movimento 5 Stelle di Tarquinia si rifiuta di prendere parte a questa messa in scena, e chiede fermamente il rispetto del Regolamento consiliare, nonché dell’Art. 39 del TUEL, sul quale riteniamo siano state fatte diverse violazioni da questa amministrazione. Per questo motivo nei prossimi giorni interpelleremo il Prefetto di Viterbo.

Marco Dinelli
Consigliere Comunale Portavoce M5S Tarquinia

giovedì 22 gennaio 2015

Mazzola convochi al più presto il consiglio comunale sul Biomonitoraggio

biomonitoraggio-agricolturaIl mese di gennaio sta volgendo al termine, e non abbiamo ancora avuto notizie del consiglio comunale annunciato a mezzo stampa a metà dicembre scorso dal sindaco Mauro Mazzola, dove dovrà essere discussa anche la nostra mozione che vede la richiesta di inserimento di un secondo esperto, il dott. Giovanni Ghirga, nel Comitato Tecnico sul biomonitoraggio delle coltivazioni agricole sul territorio di Tarquinia effettuato dal 2010 a oggi.

Ci teniamo a ricordare al presidente del consiglio Palmini e al Sindaco che la richiesta di inserimento di un nostro esperto nel Comitato Tecnico è stata firmata da tutti i consiglieri di minoranza (che rappresentano quasi la metà della cittadinanza) e che per questo motivo avrebbe dovuto essere calendarizzata entro 20 giorni dalla richiesta.

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Il sindaco si impegna a mezzo stampa “a dare l’opportunità ai consiglieri di portare i propri esperti per un dibattito sul tema”

Attendiamo quindi al più presto la convocazione del consiglio Comunale, dove ci aspettiamo – come già dichiarato dal sindaco sui giornali – un dibattito in cui potranno intervenire anche i nostri esperti, a garanzia della massima trasparenza su un biomonitoraggio importantissimo per la salute dei cittadini. Cogliamo l’occasione per ricordare al sindaco che se non c’è niente da nascondere non vediamo per quale motivo si stia tanto preoccupando della nostra mozione.

Marco Dinelli
Consigliere portavoce M5S Tarquinia

domenica 18 gennaio 2015

Biodigestore: il sindaco agisca a tutela dei cittadini e dell'ambiente

mazzola_ponzio_pilatoIn merito alla presa di posizione da “Ponzio Pilato” del sindaco Mauro Mazzola riguardo all’eventuale autorizzazione di una centrale biogas a Tarquinia in località Olivastro, siamo perplessi ed ancora un po’ indignati per la “non risposta” data alla nostra recente interrogazione.
Questo perché l’eventuale decisione verterebbe sul giudizio dell’ ISS (Istituto Superiore di Sanità), che risulta essere positivo sebbene con molte importanti prescrizioni al progetto.
Ebbene vorremmo rimarcare ed analizzare alcuni importanti punti che a nostro avviso renderebbero alquanto improprio ed inopportuno questo parere dell’ ISS. In primis tale parere sarebbe stato emesso dall’ “esperto” dell’ISS, Dr.sa L. Musmeci, sulla base di un’analisi gravemente incompleta basata esclusivamente sul progetto della società proponente la centrale stessa. Progetto di una industria potenzialmente altamente inquinante che, come ormai noto, pecca di molte falsità ed imprecisioni, come evidenziato e denunciato dalle associazioni Forum Ambientalista, Bio Ambiente di Tarquinia, oltre che dal Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, dalla Coldiretti e dalla CIA, tramite l’invio a tutti gli enti preposti (Comune, Provincia e Regione) delle proprie osservazioni di contrarietà. Analogamente è stato messa agli atti di valutazione da parte dell’ufficio V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) della Regione Lazio, la memoria-diffida dell’Avvocato M. Greco incaricato a difesa del territorio dai numerosi residenti in località Olivastro. Infatti sono decine le abitazioni ed i terreni agricoli di pregio del cuore agricolo di Tarquinia con prodotti DOP e Biologici, nel raggio di poche centinaia di metri o addirittura adiacenti (distanza zero metri) al terreno dedicato al progetto dell’industria biogas che di “bio” ha solo l’arroganza di confondere le menti dei non addetti ai lavori. Tutto ciò non è stato invece, speriamo innocentemente, messo in evidenza dal parere dell’esperto dell’ISS che parla invece di ” … scarsa antropizzazione e…. mancanza di criticità di inquinamento ambientale” ! Ed invece i fumi delle navi del porto di Civitavecchia, le polveri fini del deposito di Pet Coke e le ciminiere a strisce bianco-rosse del mostro a carbone della centrale di TVN, ben visibili da tutta Tarquinia per stretta vicinanza, padroneggiano arrogantemente ed indisturbate sulla salute del territorio e dei nostri cittadini.

Ciò che è certo, è che nel nostro territorio tra Civitavecchia e Tarquinia si rileva un continuo aumento in questi ultimi 4 anni di mortalità generale e soprattutto per cancro rispetto al restante territorio laziale (come dai dati della Sanità Regione Lazio). Ma la valutazione del danno del fossile è molto sottostimata perché non tiene conto della grande tossicità di altri inquinanti emessi, del carico ambientale causato dallo smaltimento delle ceneri e, soprattutto delle modifiche epigenetiche responsabili di numerose gravi patologie. La possibilità quindi di trasmissione di queste ultime tra le generazioni successive rende il danno inestimabile.

Perciò, a nostro avviso, in questo caso il parere dell’ISS risulta improprio e inopportuno. Non si dovrebbe permettere l’insediamento nel nostro territorio di un’altra fonte altamente inquinante come questo tipo di industria biogas che, quando tratta materiale organico proveniente da rifiuti (nettezza organica o FORSU), viene classificata come “industria insalubre di prima categoria”,  il peggior tipo di industria che si possa autorizzare, e che dovrebbe essere realizzata eventualmente  in una zona industriale molto lontana da abitazioni, fiumi e terreni agricoli.
Ricordiamo in ultimo al sindaco che la Società Pellicano, proponente tale progetto industriale, è tuttora indagata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia per almeno tre gravi reati ambientali riguardanti il trattamento di rifiuti e lo scarico abusivo di acque reflue industriali. Per di più la stessa Procura sta attualmente indagando su tale progetto biogas in relazione ad un esposto presentato a febbraio u.s. dai cittadini dell’Olivastro. Siamo inoltre venuti a conoscenza di una recente condanna per l’amministratore delegato di detta società, concernente le modalità di acquisizione di una parte del terreno attualmente centro di raccolta differenziata di rifiuti.

Non c’è quindi bisogno di essere “tuttologi” per capire che una tale richiesta specie se proveniente da una siffatta società, vista la scarsa trasparenza con cui opera, debba essere rifiutata, e non c’è bisogno del parere dell’ISS né di particolare coraggio per dire perentoriamente NO al biogas a tutela della salute del suo territorio e dei suoi cittadini.

 Movimento 5 Stelle di Tarquinia