giovedì 16 ottobre 2014

Il Movimento 5 Stelle di Tarquinia al Circo Massimo per Italia 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle ti Tarquinia ha partecipato al grande evento di Italia 5 Stelle, tenutosi al Circo Massimo il 10-11-12 Ottobre.
Un ringraziamento a tutti i portavoce e gli attivisti che hanno permesso l’allestimento del gazebo della Tuscia, una bella occasione per ritrovare i vecchi amici e confrontarsi con i cittadini sulle problematiche locali e le azioni già intraprese dal Movimento sul territorio.

mercoledì 1 ottobre 2014

Approvato il bilancio più “salato” di sempre, e non c’è una visione della città

bilancio-salato-2014Da quando nel 2012 siamo entrati nelle istituzioni ci siamo resi conto del forte scollamento tra i cittadini e la politica locale, ed è proprio quest’ultima che ci sentiamo di incolpare per questa mancanza di partecipazione alla cosa pubblica.
Approvare un bilancio previsionale a fine settembre ci sembra già una contraddizione: dall’inizio dell’anno l’amministrazione sta spendendo in dodicesimi del 2013, ciò significa discutere oggi di spese già fatte e progetti già iniziati. Ci piacerebbe una volta tanto assistere ad un processo partecipato, che inizia già dall’esercizio in corso per quello successivo, coinvolgendo le opposizioni ma soprattutto i cittadini alle scelte politiche. E non stiamo parlando di utopia, in quanto la buona pratica del bilancio partecipato è già diffusa in Italia dagli anni novanta, e oggi praticata da moltissimi comuni italiani e nel mondo.

Anche quest’anno ci troviamo davanti ad un bilancio di previsione “calato dall’alto”, dove la possibilità di apportare delle modifiche ragionevoli viene completamente annullata dal poco tempo disponibile per presentare gli emendamenti, solo dieci giorni, a fronte di centinaia di pagine da analizzare e studiare.

Questo bilancio 2014 sarà ricordato come il più “salato” di sempre. In un unico colpo l’amministrazione introduce la nuova tassa TASI sui servizi indivisibili (fissata al 2,5 per mille per le prime case, la più alta ammessa dalla legge), l’aumento dell’IMU sulle seconde case, e la tassa sui rifiuti TARI. Risultato: entrate tributarie per più di 13,6 milioni di euro, quasi mezzo milione in più rispetto al 2013, per un totale di bilancio di 33,7 milioni di euro, ovvero circa 6,7 milioni in più dell’esercizio 2013. Ci chiediamo come mai in un periodo di crisi come questa l’amministrazione aumenti la pressione tributaria, invece di limitare le spese: è facile garantire spesa corrente e investimenti se si aumentano le tasse!

Il discorso sui rifiuti merita poi un capitolo a parte. Siamo contro la TARI, un metodo di tariffazione ormai superato, che fa le spese di una cattiva gestione della raccolta differenziata, quest’anno aumentata soltanto dello 0,20%, arrivando al 45,20%. Vogliamo una tariffazione puntuale, che faccia pagare ai cittadini quello che effettivamente non differenziano. Volevamo incentivare il compostaggio domestico, ma la nostra recente mozione è stata bocciata dalla maggioranza, come pure il nostro emendamento al regolamento TARI che prevedeva l’aumento della percentuale di sconto (30%) sulla tariffa per chi fa uso di compostiere.

In questa previsione di bilancio non vediamo assolutamente una visione della città, e ritroviamo per l’ennesima volta tante belle parole che poi si traducono in nulla di fatto. Facciamo un passo indietro: anno 2012. E’ emblematico leggere la relazione previsionale e programmatica dell’anno 2012-2014 e trovare questi progetti altisonanti: energie rinnovali, sostenibilità ambientale, gestione avanzata dei rifiuti con obiettivo 65% entro il 2012, efficienza energetica, valorizzazione del borgo e dell’oasi della Saline, tutela dell’ambiente e della biodiversità. 

Ma cosa è stato realizzato di questi obbiettivi? Praticamente nulla… Anzi, possiamo tranquillamente sostenere che la situazione ambientale, economica e sociale sia nettamente peggiorata. Nella nuova relazione previsionale e programmatica ritroviamo praticamente le stesse promesse e gli stessi progetti, un pochino rimescolati.

 

Marco Dinelli
Consigliere Comunale portavoce M5S Tarquinia

martedì 23 settembre 2014

Differenziata al lido di Tarquinia: assenza di etichette identificative sui cestini e caos nei colori

differenziata-tarquinia-lidoUno dei più gravi problemi inerenti la gestione dei rifiuti a Tarquinia è sicuramente quello relativo alla raccolta differenziata al Lido, dove la mancanza di un sistema porta a porta è causa di risultati percentuali a dir poco deludenti, contribuendo  ad aggravare la già preoccupante media comunale che, come ricordiamo, ha registrato uno scarso 45,2% nel 2013.
Questa estate, a seguito di numerose segnalazioni pervenuteci dai cittadini, abbiamo verificato la situazione della differenziata al Lido, riscontrando particolari alquanto critici: su tutti i cestini adibiti alla raccolta differenziata nelle spiagge del lungomare sono assenti le etichette adesive necessarie per distinguere le tipologie di materiale, ovvero: vetro, plastica, carta. L’unica indicazione riscontrabile è sul contenitore per l’indifferenziata!  Altro dato rilevante è la scelta nell’utilizzo dei colori: mentre nei contenitori in paese, il colore giallo indica la raccolta indifferenziata, al Lido si è optato per il colore grigio, creando ancora più confusione per l’utenza. E’ sufficiente dare un’occhiata all’interno dei trespoli del Lido per comprendere come regni il più completo caos nella divisione dei rifiuti, non giungendo, di fatto, a nessun risultato tangibile.

Ci si domanda, a questo punto, di chi sia la responsabilità di una così superficiale gestione e manutenzione della differenziata al Lido: è la ditta appaltatrice che non fa un’adeguata manutenzione, oppure il comune che non controlla?
Come pensiamo di migliorare la differenziata nel prossimo futuro, se non iniziamo da questi accorgimenti?
Chiediamo che il Comune di Tarquinia imponga il pagamento delle dovute penali alla ditta Aimeri-Lanzi incaricata del servizio di igiene urbana (magari utilizzando i soldi recuperati proprio per il miglioramento del servizio),  non solo per non aver rispettato i termini di raccolta previsti dal contratto – che impegnava la ditta a raggiungere il 60% entro il 2013 – ma altresì per le negligenze riscontrate nella gestione del servizio, faticosamente sostenuto dai cittadini attraverso il versamento dell’ imposta sui rifiuti (TARI).

Consigliere Marco Dinelli
Movimento 5 Stelle Tarquinia

giovedì 11 settembre 2014

Sicurezza ambientale: Il sindaco si esprima sulle violazioni riscontrate dal NOE presso il consorzio Pellicano

scarichi-inquinamento-e1410447716713Vogliamo richiamare l’attenzione del sindaco Mauro Mazzola in merito alla recentissima comunicazione (9 settembre 2014 prot.n.  25716/11) del Comando della Stazione dei Carabinieri di Tarquinia inerente a dei controlli eseguiti presso il Consorzio “Pellicano” sito a Tarquinia in località Olivastro, dedito allo smaltimento e compostaggio di scarti vegetali. Tali indagini sono scaturite in seguito a diversi esposti-denunce da parte degli abitanti della località suddetta, poiché esausti per le continue esalazioni di cattivi odori conseguenti alla lavorazione da parte della ditta (qui). Tale documento indirizzato al sindaco, frutto dell’operato sempre molto vigile del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei Carabinieri di Roma coadiuvati dai loro colleghi dell’ Arma della stazione di Tarquinia, è stato inoltrato quale “comunicazione di notizia di reato” alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia.

Le multiple infrazioni riscontrate riguardano sia una violazione continuata alle prescrizioni dell’autorizzazione alla gestione dei rifiuti, sia aperture continuate di scarichi reflui industriali senza autorizzazione, sia probabili inosservanze in materia di urbanistica-edilizia. Si evince inoltre che, per questa ultima contestazione, l’Ufficio Tecnico comunale deve ancora inviare risposta se la ditta sia munita o meno dei rispettivi titoli autorizzativi. Non solo, ma analoghe violazioni risultano essere già state rilevate nel precedente controllo del NOE a marzo 2012, controllo su cui quindi è ancora in atto altro procedimento penale. Tali gravi e reiterate violazioni comportano sicuramente un alto impatto negativo ambientale e quindi un verosimile alto rischio di inquinamento dei terreni e delle falde acquifere, nel cuore agricolo di Tarquinia. Essendo il Consorzio “Pellicano” la stessa società proponente il progetto di una centrale biogas (biodigestore), classificata per normativa vigente“industria insalubre di prima categoria”, cogliamo l’occasione per continuare ad esternare il nostro disappunto nel non riconoscere esaustive ne’ tanto meno corrette le risposte ricevute in merito alla nostra recente interrogazione su tale progetto.

Ci auguriamo che il sindaco dia seguito a questo comunicato, considerando le denunce in atto del NOE e del Comando dei Carabinieri di Tarquinia, anche tenendo conto dell’importantissimo “principio di precauzione”, a tutela della salute dei concittadini.  

Il Consigliere M5S Tarquinia
Marco Dinelli

mercoledì 27 agosto 2014

Marco Dinelli: "con questa raccolta differenziata arriveremo al 65% nell’anno 2114"

Marco-Dinelli-consiglio-comunale-Bocciata la mozione del M5S per la sensibilizzazione e la promozione del compostaggio domestico!

Secondo i dati, la raccolta differenziata a Tarquinia nel 2013 registra un incremento dello 0,20% rispetto al 2012, arrivando così a una percentuale del 45,20%. Un dato emblematico che vorrei portasse l’amministrazione a riflettere sull’efficienza del servizio di raccolta rifiuti di questa città.

Non serve infatti un matematico per rendersi conto che con un incremento dello 0,20% l’anno, raggiungeremo la quota del 65% prevista dalla legge esattamente nel 2114, tra cento anni!!!

Il Movimento 5 Stelle ha molto a cuore il tema dei Rifiuti, e sappiamo che un’efficiente raccolta differenziata fa bene sia all’ambiente che alle tasche dei cittadini perché più differenziamo e meno soldi spendiamo per il conferimento in discarica.

Per questo motivo ho presentato nell’ultimo consiglio comunale – in cui è stata deliberata anche la nuova tassa sui rifiuti TASI – una mozione che impegnava il sindaco e la giunta a promuovere e sostenere la pratica del compostaggio domestico e collettivo quale soluzione per contribuire alla riduzione dei rifiuti e al conseguente abbattimento dei costi di smaltimento in discarica nonché alla salvaguardia dell’ambiente: mozione che è stata bocciata all’unanimità dalla maggioranza, senza alcuna motivazione, visto che si proponevano delle soluzioni per promuovere ed incentivare la buona pratica del compostaggio domestico – prevista da anni nei regolamenti comunali sui rifiuti, ma quasi sconosciuta alla cittadinanza – che avrebbe potuto portare dei benefici da subito, senza aspettare la scadenza dell’appalto per la gestione dell’igiene urbana.

Ci chiediamo a questo punto quale apporto possiamo dare come opposizione, con una maggioranza che boccia a prescindere ogni proposta migliorativa, anche di fronte agli scarsi risultati ottenuti dall’amministrazione rispetto a temi così importanti come quello dei rifiuti, che pesano sull’ambiente e sulle tasche dei cittadini.

Marco Dinelli
Consigliere Comunale portavoce M5S Tarquinia

Testo integrale MOZIONE COMPOSTAGGIO DOMESTICO

 

giovedì 21 agosto 2014

SAT: rilancio di 270 milioni di euro!

SAT, cantiere allagato

SAT, cantiere allagato

Antonio Bargone, presidente della SAT, s’è dimesso da commissario governativo per l’Autostrada Tirrenica e minaccia d’interrompere i lavori in corso a Tarquinia. Sembra si sia accorto che senza soldi pubblici la contrazione del traffico veicolare rende l’opera non più remunerativa. Argomento debole, il fenomeno era più che prevedibile nel 2011, quando il CIPE assentiva il Lotto di Tarquinia saldamente in mano alla SAT, che in precedenza grazie all’assunzione di rischi della Finanza di Progetto (Project Financing) aveva sgomberato il campo dall’eventuale concorrenza. Oggi Bargone chiede 270 milioni di euro per continuare un’opera insostenibile dal punto di vista finanziario. Non è questione da poco che la procedura di Project Financing, proposta per realizzare la Tirrenica e accettata dal Governo, ponga i rischi a carico del concessionario ma questo non è un problema per i consoci della SAT: Caltagirone (25%), Monte de’ Paschi (15%), Holcoa (Coop Rosse) (25%) e Benetton (25%), che bussano al buon cuore del Governo fiduciosi che Renzi aprirà il portafogli. Oltre lo sconcerto per il tentativo in atto di spillare soldi pubblici, le motivazioni di Bargone confermano le ragioni dei comitati per i quali da sempre la messa in sicurezza dell’Aurelia basta e avanza.

Solo ipotizzando un improbabile raddoppio di flussi rispetto a quelli dell’attuale SS1, poteva essere partorita una delle più indecenti opere

Discariche nel cantiere

Discariche nel cantiere

pubbliche degli ultimi decenni. Non tiene più l’unico alibi del Governo, cioè la fattibilità in equilibrio economico di un’inutile opera faraonica senza soldi pubblici; i 270 milioni richiesti verrebbero sottratti alla ricerca, alla scuola, alla sanità, alla sicurezza e alle povertà per essere dirottati ancora verso le rendite del cemento e dell’asfalto. Il favore governativo è sempre stato bipartisan; suona sinistro il ricordo delle parole di Matteoli (ora indagato per legami un po’ sconvenienti con la ghenga del MOSE); l’allora ministro nel 2010 ammetteva con spudoratezza che stava impedendo la messa in sicurezza dell’Aurelia, per evitare ostacoli alla realizzazione della Tirrenica.

La nostra Aurelia, ben integrata nel paesaggio maremmano, se completata a quattro corsie poteva e può soddisfare adeguatamente le necessità degli utenti, per lo più locali. Con una spesa massima di 4/5 milioni al km, i soldi chiesti da Bargone sarebbero bastati per trasformare a 4 corsie le tratte ancora a due di Tarquinia (15 km) e Capalbio (15 km) e per eliminare gli incroci a raso fra Talamone e Capalbio. Invece un sistema di potere distante dai cittadini, ha scelto di sfilare loro 2 miliardi di euro in pedaggi, per finanziare un’autostrada inutile ed è in procinto di regalare a un palazzinaro, a una banca mezza fallita, a un consorzio di cooperative rosse (di un rosso molto sbiadito) e a un big dell’abbigliamento, 270 milioni di euro pubblici; la beffa è ancora maggiore perché l’autostrada viene realizzata cedendo a quelli lì, a costo zero, i 100 km della nostra statale Aurelia a sud di Grosseto. Nel Lazio tutto questo avviene “sentiti i comuni interessati”, come si legge nella delibera CIPE del 3 agosto 2012, che tra l’altro concede il pedaggio gratuito solo ai toscani; a Tarquinia intanto il solito coccodrillo piange al riparo della sua nuova villetta proletaria.

Tirrenica4

Ampliamento del rilevato

Non è solo la questione soldi a fare acqua; sarà che ho visto spesso i cantieri autostradali tedeschi, dove basta passarci accanto per percepire capacità organizzativa e competenza ma questa A12 in costruzione a Tarquinia appare miserabile. Il cantiere centrale vicino al Mignone, che avrebbe dovuto essere il cuore di tutti i cantieri mobili dislocati lungo i 15 km del Lotto 6A non ha mai funzionato: s’è allagato appena costruito e continua ad allagarsi (foto in alto), nonostante vari interventi per ripararlo ed è usato come discarica (vedi foto). Si potrebbe ribattere: il cantiere allagato ha riflessi solo su aspetti organizzativi. Gli aspetti anomali però riguardano anche la qualità dei lavori in esecuzione, come quelli del rilevato prossimo alla strada della Farnesiana. Il rilevato, per qualche motivo, necessitava di essere allargato ma l’ampliamento è stato eseguito lateralmente invece di procedere per rimozione e ricarico a strati uniformi, esponendo così il corpo stradale a futuri cedimenti differenziali; si osservi anche il rullo vibrante che non può compattare l’ultimo metro di rilevato perché già a contatto della parete di cemento armato (foto a lato). Occorreva un altro tipo di lavorazione ma il giorno dopo tutto era finito e rifinito (sic!). 

E.C.

mercoledì 20 agosto 2014

Online il volantino informativo Estate in MoVimento!

estate-inmovimento-m5s-tarquiniaE’ online Estate in MoVimento, volantino informativo del Movimento 5 Stelle di Tarquinia, disponibile anche in forma cartacea. Attività, opinioni, ed informazione sul territorio.

In questo numero unico (clicca per scaricare il pdf):

– Intervista al neo Portavoce Marco Dinelli
– I perchè del No al Biodigestore
– E’ nato il Gruppo Europeo del M5S: l’EFD
– Tarquinia e le coppie di fatto
– SAT: rilancio di 270 milioni di euro!
– Scandali in Veneto: girone d’inchiesta sul Mose
– M5S Lazio, già accantonati circa 500.000 euro
– Glossario politico

lunedì 4 agosto 2014

Le "non risposte" sul biodigestore: lettera aperta al sindaco Mazzola

Risposta-Interrog-Biodig.-e1407149755558In merito alla nostra interrogazione comunale del 6 giugno scorso riguardante le procedure autorizzative relative al progetto del “biodigestore” presentato dalla società privata “il Pellicano”, vogliamo con la presente lettera aperta al sindaco Mazzola esprimere il nostro disappunto per le risposte non soddisfacenti e tantomeno corrette che quest’ultimo ci ha dato.

Sig. Sindaco,

voglia cortesemente ragionare con noi su alcuni punti fondamentali che non richiedono né necessitano affatto del parere dell’Università della Tuscia o dell’ Istituto  Superiore di Sanità (ISS), come da Lei asserito dalla Sua risposta, e recentemente anche a mezzo stampa. Infatti il compito dell’ISS è quello di studiare la correlazione tra un aumento d’incidenza di gravi patologie umane in popolazioni sottoposte ad inquinamento ambientale e quindi piuttosto esamina la situazione sanitaria delle popolazioni che risiedono in luoghi in cui sono già presenti sorgenti di inquinamento. Qui nel nostro territorio tra Civitavecchia e Tarquinia abbiamo già un aumento di mortalità per Tumore di circa + 10 % rispetto al restante territorio laziale (dati della Sanità Regione Lazio), a causa di fonti altamente inquinanti a noi tutti ben note.  Perciò è palese che non si dovrebbe permettere l’insediamento di un’altra fonte altamente inquinante come questo tipo di industria detta biogas che, quando tratti materiale organico del tipo rifiuti (nettezza organica o FORSU), viene classificata per normativa vigente, “industria insalubre di prima categoria” e quindi il peggior tipo di industria che si possa autorizzare. Infatti tale normativa prevede che tale industria dovrebbe essere localizzata eventualmente in un territorio industriale e molto lontana quindi da abitazioni, fiumi e terreni agricoli.

Non serve perciò l’ISS per poter dire “no” a questo progetto che prevedrebbe un’industria insalubre di prima categoria in mezzo al cuore agricolo di Tarquinia, in una vasta area agricola con produzione ortofrutticola di qualità finanche con prodotti biologici. Non serve l’ISS ne’ bisogna essere “tuttologi” per dire che nel terreno sede del progetto industriale vi è una stretta vicinanza, da pochi metri e comunque entro i 500 metri, di decine di abitazioni e terreni coltivati ed aziende agricole di pregio. Come non considerare poi la vicinanza di poco più di 200 metri dal fiume Mignone, considerato ad alto rischio esondazione (come documentato dal nostro Consorzio di Bonifica). Tutto ciò non lo deve dichiarare ne accertare l’ISS ma la Sua capacità decisionale a favore della salute dei Suoi concittadini e dell’ambiente da cui Tarquinia trae la sua massima fonte reddituale oltre che il Turismo: l’Agricoltura, che potrebbe subire perciò una grave ripercussione negativa dall’insediamento di una tale centrale a fermentazione batteriologica ed a combustione di gas che di “bio” non hanno neanche l’odore.

Proprio a tutela della salute dei Suoi cittadini e del Suo territorio, Le ricordiamo che è ancora vigente la Determinazione Comunale del 2004 che impedisce la realizzazione di nuove centrali che riguardino i rifiuti se non che questi provengano esclusivamente dalla nostra cittadina. Ed invece per questo progetto c’è necessità di 25.000 tonnellate / anno di FORSU che quindi dovrebbe essere reclutata e recuperata da tutta la vasta provincia di Viterbo ed oltre, visto che Tarquinia ne produce non più di circa 1400 tonnellate / anno, quantità risibile per il funzionamento di detta centrale biogas.
Quindi essendo Lei Sig Sindaco la massima Autorità Sanitaria Locale, dovrebbe a nostro avviso esprimere dissenso assoluto a questo progetto preoccupante per le suddette possibili ripercussioni negative sul sistema agricolo e su noi cittadini di Tarquinia. Sig Sindaco si unisca con le associazioni ambientaliste, con la Coldiretti, con la CIA, con il Consorzio di Bonifica e con noi per dire No a questo progetto insalubre. Grazie.  

M5S Tarquinia

giovedì 3 luglio 2014

Incontro in Regione per decidere le sorti della centrale a Biogas

Sul-biodigestoreOggi, giovedì 3 luglio, si terrà presso il Consiglio Regionale del Lazio un incontro a porte chiuse a cui parteciperanno gli Enti locali e il consorzio Pellicano, promotore del biodigestore in località Olivastro, a Tarquinia. Saranno presenti all’incontro il Comune di Tarquinia, la Provincia di Viterbo, e il Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, oltre naturalmente all’ufficio dell’Area VIA della Regione Lazio. All’incontro parteciperà anche, come uditrice, la nostra consigliere regionale Silvia Blasi.
L’incontro sarà certamente determinante per il parere di VIA (Valutazione di impatto ambientale) per il progetto in questione, sul quale la regione ha recentemente sollevato persistenti ed importanti elementi di criticità ed incoerenza (conformità urbanistica, terreni interessati da colture di elevato pregio ecc…). Oltre a questo si aggiungono il parere contrario del Consorzio di Bonifica, e le preoccupazioni di duemila cittadini firmatari di una recente petizione contro l’impianto a biogas, preoccupazioni che noi condividiamo pienamente.

Il Movimento 5 stelle di Tarquinia ha infatti già presentato lo scorso mese un’interrogazione comunale – a cui non è ancora seguita risposta – dove si chiede al Sindaco di pronunciarsi sul rischio di inquinamento atmosferico e sui rischi sanitari determinati dall’impianto, qualificato industria insalubre di prima classe.

lunedì 16 giugno 2014

M5S Tarquinia, presentata interrogazione su centrale a biogas

tarquinia-loc-olivastroIl Movimento 5 Stelle di Tarquinia, mediante il suo portavoce al consiglio comunale Marco Dinelli, ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione riguardante il progetto per la realizzazione del biodigestore proposto dal Consorzio Pellicano in loc. Olivastro.
Nello specifico si chiede al Sindaco e alla Giunta se sono state prese iniziative in merito alla variante Urbanistica dell’impianto; di pronunciarsi sul rischio di inquinamento atmosferico prodotto da una centrale a biogas e dall’annesso traffico veicolare in una zona già pesantemente colpita da questo fenomeno, e ai rischi sanitari determinati dall’impianto, qualificato industria insalubre di prima classe dal D.M. 5 settembre 1994, anche in applicazione del principio di precauzione di cui all’art. 3 ter D. Lgs 152/2006.

Testo integrale interrogazione

Saline di Tarquinia, attendiamo risposte dalla Regione e dal Governo

saline-di-tarquiniaCi meraviglia positivamente la lettera spedita a Renzi dal Sindaco Mazzola in merito al compendio delle Saline di Tarquinia. Finalmente si ricorda del grave stato di abbandono di alcune strutture del Borgo delle Saline e della collezione di finanziamenti pubblici ricaduti infruttuosamente su tutta l’area. Forse gli sono tornati in mente la denuncia effettuata dal M5S di Tarquinia nel giugno 2012 in seguito ad un sopralluogo al borgo con dettagliato resoconto della storia recente dei rapporti Comune-Demanio, e la seguente interrogazione depositata in comune con cui si chiedeva conto della richiesta di un incontro urgente col Demanio per discutere dello schema di concessione delle saline. Noi non ce ne siamo mai dimenticati tanto che il M5S di Tarquinia tramite i suoi portavoce alla Camera dei Deputati ed alla Regione è stato promotore di ben tre recenti atti volti a chiarire definitivamente le intenzioni dell’Agenzia del Demanio sulle Saline, interpellando il Ministro dei Beni Culturali e del Turismo, la Regione Lazio sulla salvaguardia dell’arenile dall’erosione costiera, ed, infine, chiedendo un ulteriore vincolo di tutela sulla zona umida vietandone il sorvolo.
Ci auguriamo che il Sindaco solleciti anche una risposta dal suo partito, che guida sia la Regione sia il Governo, a tutti questi atti già presentati, promossi da cittadini di Tarquinia che hanno a cuore questo bene.