Per chi ancora non avesse letto la versione cartacea distribuita a Tarquinia, ecco il PDF da poter scaricare e leggere!
Ci rivediamo prestissimo con il prossimo volantino informativo M5S!!!
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Per chi ancora non avesse letto la versione cartacea distribuita a Tarquinia, ecco il PDF da poter scaricare e leggere!
Ci rivediamo prestissimo con il prossimo volantino informativo M5S!!!
Il Consiglio Comunale di Tarquinia, lo scorso novembre, ha bocciato due proposte del M5S. Della prima sulla ludopatia abbiamo già scritto. La seconda mozione voleva invece tutelare l’idroelettrico comunale, difendere gli interessi degli agricoltori, proteggere l’economia balneare e, non ultimo, salvaguardare il nostro territorio dalla sottrazione di un altro bene comune.
La vicenda a cui si riferisce vede protagonisti la Regione Lazio, il Consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca e il Comune di Tarquinia, che a vario titolo stanno consentendo a Energie Nuove srl di realizzare due generatori idroelettrici all’inizio della SP Tuscanese, da cui ricaverà circa 600.000 euro/anno. Facciamo il punto:
– Energie Nuove per il funzionamento dei generatori sfrutterà l’impianto d’irrigazione di proprietà regionale, in particolare la diga di Montebello e il tubo di 10 km che lo alimenta;
– il Consorzio di Bonifica, due anni fa ha commissionato e pagato un progetto per realizzare una propria centralina idroelettrica, al fine di abbattere i costi che rendono salate le bollette degli agricoltori;
– il Consorzio poi ha lasciato l’iniziativa a Energie Nuove; l’ente ne riceverà in cambio solo una somma appena sufficiente a coprire i costi per garantire flussi adeguati di acqua pulita (!).
– Il Consorzio realizzerà a proprie spese le derivazioni fino ai generatori di Energie Nuove ma scaricherà sugli agricoltori il rischio di danni all’impianto che, nella malaugurata ipotesi di blocco improvviso di una delle turbine, potrebbe subire un “colpo di ariete” dalle conseguenze imprevedibili, lasciando gli agricoltori all’asciutto per diversi giorni, con perdite difficilmente risarcibili dall’insignificante massimale della polizza assicurativa prevista;
– a spianare la strada a Energie Nuove ha contribuito anche il Comune di Tarquinia che, sostenendo di voler riattivare la centrale idroelettrica della vecchia Cartiera, ha fermato una seconda società privata, che aveva ottenuto una concessione d’acqua prima di Energie Nuove;
Ma c’è molto di più. Energie Nuove, per usare l’impianto regionale e arricchirsi disporrà gratuitamente di un impianto pubblico che vale più di 20.000.000 di euro; così, sotto il naso di Regione Lazio, Consorzio e Comune di Tarquinia, si volatilizzerà un canone annuo di almeno 200.000 euro (1% del valore), che Energie Nuove avrebbe dovuto versare nelle casse regionali per usare diga e tubo. Come tutto ciò possa accadere ce lo siamo chiesto e soprattutto lo abbiamo chiesto alla Corte dei Conti alla quale abbiamo presentato una circostanziata denuncia.
Non va trascurato poi che l’iniziativa di Energie Nuove comprometterà il progetto comunale di riattivazione della centralina idroelettrica della Cartiera e potrebbe provocare anche l’intorbidimento estivo delle acque del Marta, con gravi ripercussioni sul già provato settore balneare. Bocciando la mozione del M5S, la maggioranza silente ha scelto di non contrastare un progetto che vede irrimediabilmente compromessi, ancora una volta, i diritti dei cittadini.
Acqua sempre meno pubblica e sempre più cara. Dopo la recente consegna del servizio idrico integrato comunale alla Talete Spa (società di diritto privato, a capitale pubblico) ed il conseguente rincaro delle bollette, arrivano ora anche i soci privati. Avevamo già messo in guardia l’amministrazione Mazzola ed il Consiglio comunale di Tarquinia di questa eventualità, ma come al solito siamo stati ignorati da tutta la maggioranza, che nel giugno scorso ha votato per l’entrata in Talete, nonostante il nostro invito a ritirare la delibera.
Il 19 dicembre prossimo, infatti, l’assemblea dei sindaci dell’ATO1, capitanata dal presidente della provincia Mauro Mazzola, si riunirà per decidere l’eventuale collaborazione con un soggetto esterno, che come tutti sanno risponde al nome di ACEA Spa. Questo decreterebbe l’effettiva entrata di soggetti privati nella gestione della nostra acqua, tra cui il famigerato Caltagirone. Tutto avviene mentre i sindaci della provincia di Frosinone, con una votazione storica, danno il “benservito” ad ACEA, dopo anni di mala gestione e rincari sulle bollette, uscendo dalla convenzione del 2003 e recependo coraggiosamente le indicazioni dei cittadini.
E’ questo il modo con cui il PD intende rispettare l’esito della volontà popolare espressa dai cittadini tarquiniesi al referendum sull’acqua del 2011? Dove, vogliamo ricordarlo, a Tarquinia circa il 96% di 7.500 cittadini si espresse nettamente a favore di una gestione pubblica del servizio idrico (consorzi o aziende speciali) per assicurare un controllo democratico di un bene indispensabile per la vita di ognuno.
Ben diversa, invece, la posizione di molti sindaci della provincia di Viterbo, che non hanno aderito alla società Talete avviando il ricorso al Consiglio di Stato per difendere l’acqua pubblica e le tasche dei cittadini.
Un messaggio forte e chiaro quello arrivato dalla comunità di Tarquinia al tentativo di riforma Costituzionale messo in atto da Renzi e dal PD. Con una percentuale tra le più alte del comprensorio, il 67,47% dei tarquiniesi che si sono recati alle urne ha detto NO difendendo la Carta Costituzionale e la democrazia di questo Paese.
Il Paese ha capito, gli italiani non si sono fatti abbindolare da chiacchiere, bonus e mance che sostituiscono diritti e prerogative. L’Italia si sveglia con tutti i suoi problemi, certo. Quelli che il governo in questi anni ha affrontato male o per nulla. Ma soprattutto si sveglia con un messaggio chiaro: se il paese va male, non provate a dare la colpa alla Costituzione!
Noi del M5S ce l’abbiamo messa tutta, dalla prima ora. Vogliamo ringraziare i portavoce e gli attivisti che si sono spesi sul territorio per mesi, e tutti i cittadini che abbiamo sostenuto continuamente mentre si battevano per difendere la Costituzione – mettendo mano anche al proprio portafoglio – in una campagna elettorale che ha visto trionfare Davide contro Golia.
Ha vinto la democrazia, ha vinto il buon senso. Ora guardiamo avanti alle prossime sfide, noi siamo pronti.
M5S Tarquinia
Sabato 26 novembre si terrà a Tarquinia un evento da non perdere. I cittadini che si battono per il NO al Referendum costituzionale del 4 dicembre, invitano tutti alla giornata di musica e parole che animerà Piazza Cavour dalle ore 16.
In questa giornata, grazie al contributo dei gruppi musicali di Tarquinia e dei territori vicini, e alla partecipazione di cittadini che interverranno per condividere le informazioni sul referendum, verrà difesa la nostra costituzione.
La Costituzione rappresenta la legge fondamentale su cui si basa lo Stato italiano, non possiamo permettere che venga manomessa in maniera così massiccia da chi vuole farci barattare un risparmio (che si sarebbe potuto raggiungere con l’abbassamento dei LORO stipendi, cosa che non hanno voluto fare) con altri diritti che ci verranno tolti.
Comitato per il NO di Tarquinia
Il Movimento 5 Stelle ha obbligato il Consiglio Comunale di Tarquinia, dopo vari rinvii, ad occuparsi di temi importanti come la lotta al Gioco d’azzardo patologico e l’Idroelettrico comunale. Lo ha fatto con due mozioni, entrambe bocciate dalla maggioranza.
L’avv. Regolo, consigliere di area PD, cerca in questi giorni di tamponare la brutta scelta del suo gruppo di respingere la nostra mozione sulla ludopatia, e mette le mani avanti per anticipare e arginare le critiche; va dicendo che la mozione è stata bocciata “per colpa del M5S” che ha scelto la votazione unica, anche dei punti sgraditi al PD, come quello di concedere incentivi e sgravi fiscali agli esercenti che hanno scelto, o sceglieranno, di dire di no alle slot machine. Curiose le giustificazioni fornite dal PD, che etichetta come “speciosa e impraticabile” una misura prevista esplicitamente dall’art. 4 della legge regionale 05/2013 (giunta Zingaretti), che chiaramente non deve considerarsi come “compensativa” ma come una misura “premiale” e finalizzata alla sensibilizzazione.
Ribattiamo che si sarebbe trattato di un segnale importante, per far capire senza equivoci, da che parte sta il Comune. Non paga di voler addossare al Movimento responsabilità che appartengono solo alla maggioranza, la consigliera Regolo ha voluto colorire tutto con la frase “la montagna ha partorito il topolino” per affermare che il M5S si occuperebbe solo di cose di poco conto, declassando di fatto il problema della ludopatia.
Il sindaco e la maggioranza, fanno così finta di non vedere il dramma di decine di famiglie tarquiniesi, vittime del gioco d’azzardo patologico. Le slot colpiscono duro anche nella nostra città e occorre un segnale chiaro e univoco per contrastarle concretamente, senza addossare tutta la colpa al governo nazionale che “lucra e fa cassa”, perché il problema è qui e ora, e noi l’abbiamo sollevato per provare a risolverlo, ma l’amministrazione comunale frena con argomentazioni capziose. E lo dimostra la manovra diversiva di spostare l’attenzione dal tema della ludopatia a quello dei migranti, ma non c’è storia neanche in questo caso, perché la questione ci preme molto, e abbiamo chiesto a tempo debito un consiglio comunale aperto per discuterne assieme ai cittadini, che il PD si è ben guardato dal convocare. Anche la consigliera regionale del M5S Silvia Blasi ha preso posizione in modo netto per un’accoglienza diffusa e ben organizzata tra i comuni della provincia.
Per completare il quadro delle mozioni bocciate, torneremo a breve ad informare i cittadini sulla questione dell’idroelettrico comunale, perché anche in questo caso la maggioranza ha perso un’altra opportunità per fare qualcosa nell’interesse di Tarquinia e dei tarquiniesi.
Oggi in aula è stata discussa la question time sullo svolgimento del Festival della letteratura breve che si è tenuto a Tarquinia dal 22 al 25 settembre 2016. Il festival è un concentrato di eventi, come concerti, dibattiti, spettacoli, laboratori di scrittura interamente finanziato dalla Regione Lazio tramite l’ Assessorato alla cultura. Nell’interrogazione, rinviata più volte per l’assenza dell’assessore Ravera, chiedevamo risposte sulla gestione dei tempi della manifestazione d’interesse, fatta in pieno agosto, e della predisposizione dell’offerta tecnica, estremamente compressi, seppur legittimi, tanto da impedire la partecipazione a molte ditte del settore. La gara è stata infatti aggiudicata da ATCL di Roma, già vincitrice della precedente edizione nel 2015 con l’1% di ribasso per la cifra di circa 80.000 euro.
Il 28 e 29 luglio, quando la gara non era ancora stata aperta e nessuno poteva conoscere le date ufficiali del festival, il musicista Piotta pubblicava sulla sua pagina Fb ufficiale le date del suo tour annunciando la tappa del 22 settembre a Tarquinia nell’ambito del FLEB 2.
L’Assessore Ravera, dalla quale mi aspettavo una risposta politica chiara su come intende vigilare sulla gestione delle risorse regionali e su come interpreta i fatti sopra esposti, ha preferito non entrare nel merito della questione snocciolando aspetti normativi già noti invece di prendere distanza da una gestione opaca che ha reso impossibile la partecipazione di tante imprese locali. Visto che l’assessore ha perso l’occasione per fare chiarezza su questo fatto, noi andremo fino in fondo sulla questione in altre sedi, depositando un esposto all’Anac, ricco di documentazione, su tutta la vicenda.
Silvia Blasi
Consigliera Regionale M5S Lazio
Sala gremita all’incontro organizzato mercoledì sera dal Movimento 5 Stelle di Tarquinia sulle ragioni del no al referendum costituzionale. Al centro del dibattito la deriva autoritaria della riforma costituzionale, una vera e propria minaccia alla democrazia rappresentata principalmente dall’attribuzione di molti poteri al Presidente del Consiglio, e allo svuotamento di poteri agli organi di garanzia.
“Un Senato che non sarà più eletto direttamente e che non rappresenterà il Popolo non dovrebbe poter legiferare, eppure con questa riforma manterrà i poteri di modifica della stessa Costituzione in regime di bicameralismo perfetto” dichiara la consigliera regionale Silvia Blasi.
Alla fine dell’incontro, i deputati Toninelli e Pesco hanno risposto alle domande del pubblico, su cui si è sviluppato un interessante dibattito.
Ringraziamo tutti i portavoce e i cittadini intervenuti all’incontro, e vi diamo appuntamento alle prossime iniziative che organizzeremo a salvaguardia della Costituzione sulle ragione del NO al prossimo Referendum Costituzionale.
Il Movimento Cinque Stelle di Tarquinia organizza un incontro pubblico sul referendum costituzionale.
L’iniziativa è in programma mercoledì 12 ottobre alle ore 18,00 alla sala grande della ex-biblioteca in barriera San Giusto. Titolo della serata “IO DICO NO”. Interverranno la consigliera regionale del Movimento, Silvia Blasi, e i parlamentari M5S Danilo Toninelli e Daniele Pesco. Introduce il prof. Ernesto Cesarini, moderatore dell’incontro l’avvocato Elisa Galeani.
A seguire cena sociale assieme ai portavoce regionali e nazionali, presso il ristorante pizzeria All’Olivo. Per informazioni e prenotazioni cena:http://m5s.info/prenotazioni12ottobre oppure tel. 349.0828496
Che fine hanno fatto le analisi di laboratorio che venivano affisse regolarmente alle Casette dell’acqua? Sono mesi che i cittadini di Tarquinia non hanno accesso ai dati relativi alla qualità dell’acqua erogata nei punti di approvvigionamento installati nel territorio comunale.
Il M5S di Tarquinia ha depositato un’interrogazione rivolta al sindaco Mazzola per avere dei chiarimenti riguardo la distribuzione di acqua potabile attraverso le cosiddette “Casette dell’acqua”.
In particolare chiediamo all’amministrazione se la Logica Srl abbia fatto pervenire al Comune i risultati delle analisi chimiche di laboratorio che devono essere effettuate mensilmente dalla concessionaria in regime di autocontrollo. Chiediamo, inoltre, se vi siano ulteriori analisi di laboratorio attestanti che l’acqua erogata dai distributori non sia alterata da agenti esterni o cariche batteriche e conservi i requisiti di potabilità.
La convenzione quinquennale a titolo gratuito con la società Logica Srl era stata siglata nel 2012, e prevedeva l’installazione e gestione di quattro punti di approvvigionamento di acqua potabile per uso alimentare secondo i parametri di legge. Ad oggi, solo due dei quattro punti di approvvigionamento risultano essere stati installati.
Insospettiti da un bando pubblicato in sordina ad agosto, pochi giorni fa abbiamo criticato l’Amministrazione Mazzola, ritenendola responsabile della pessima gestione della procedura di affidamento del FLEB (Festival della Letteratura Breve) 2016, un giudizio causato dal periodo irrisorio a disposizione delle imprese per confezionare l’offerta e dal tempo inadeguato a disposizione del vincitore per organizzare e promuovere un evento di rilevanza nazionale. Come è andata a finire? Le imprese, eccetto una, non hanno fatto in tempo a predisporre tutto entro la scadenza dell’11 settembre e ha vinto, al prezzo di 80.580 euro (con un ribasso dell’1%), quella stessa ATCL di Roma che s’era aggiudicata il FLEB lo scorso anno. Verrebbe da dire: grandi professionisti, tutto pronto in così poco tempo!
Ma c’è un fatto che getta una luce inquietante su tutta la vicenda. Il noto cantautore Piotta, nella sua pagina facebook ufficiale, il 29 luglio e il 13 agosto postava le date ufficiali del suo tour “Vino, Tabacco e Venere” e annunciava che il 22 Settembre avrebbe fatto tappa a Tarquinia al FLEB 2016, che aprirà proprio quel giorno, come richiesto dal bando di gara che a luglio nessuno poteva conoscere, salvo chi lo ha deciso. Il Piotta invece era stato già ingaggiato per il giorno di apertura del Festival, un mese prima dell’uscita del bando e della pubblicazione della data ufficiale dell’evento.
Un fatto grave, che – se accertato – coinvolgerebbe la Regione Lazio che ha finanziato l’evento, l’assessore regionale Ravera e il sindaco Mauro Mazzola che a giugno avevano già annunciato la nuova location del FLeB. Stiamo intanto predisponendo un esposto all’ANAC e un’interrogazione in Regione e in Comune perché si faccia la dovuta chiarezza.
Nel frattempo ci auguriamo che Mazzola fornisca delle spiegazioni sull’opaca gestione di questo appalto, sulle tempistiche che di fatto hanno reso praticamente impossibile ad altri operatori la partecipazione utile alla gara, e su chi ha deciso la data ufficiale dell’evento. Ad oggi registriamo che il FLEB inizierà giovedì prossimo … ma pochi l’hanno saputo per tempo.
I portavoce regionali e comunali M5S
Silvia Blasi, Marco Dinelli
Link
Forti dubbi su modalità e tempistiche messe in atto dall’amministrazione per organizzare l’evento culturale finanziato dalla RegioneSi terrà dal 22 al 25 settembre prossimo a Tarquinia la 2° edizione del Festival della Letteratura Breve (la prima si è svolta lo scorso anno a Tuscania), quattro giorni di attività, incontri e spettacoli: dieci lectio brevis con dieci scrittori; tre spettacoli e concerti; un laboratorio di scrittura; un laboratorio di poesia e due proiezioni di film. Un grande evento insomma, annunciato dal sindaco Mazzola già a metà giugno. Spesa prevista: 80.580 euro a carico della Regione. Peccato, però, che l’avviso pubblico agli operatori del settore interessati a partecipare alla procedura per affidamento dell’organizzazione di un così importante evento, sia stato pubblicato sull’albo comunale dall’8 al 24 agosto. Periodo difficile e di distrazione, tra chiusure e ferie, per gli operatori locali che intendessero manifestare il proprio interesse al bando. Ma ancor più difficile sarà la partecipazione vera e propria alla gara, considerato che il disciplinare per la presentazione delle offerte – e la data ufficiale dell’evento – è pervenuto alle ditte solo il 1° settembre, con scadenza 12 settembre.
Appena una manciata di giorni per imbastire l’offerta e solo 8 GIORNI lavorativi per organizzare una manifestazione di questa entità: un tempo irrisorio per un evento di qualità, qualunque operatore vinca a meno che non sia dotato di “preveggenza”, tenendo conto anche degli ingaggi con autori e artisti! E che dire del poco tempo a disposizione per una promozione adeguata, considerato che il capitolato prevede consistenti oneri a carico dell’affidatario, tra i quali: realizzazione e distribuzione di tutto il materiale pubblicitario, tra cui 300 manifesti, 1.000 libretti, 20.000 pieghevoli, striscioni, realizzazione sito web dedicato e documentazione video.
Ancora una volta i soldi dei cittadini vengono amministrati dalla giunta Mazzola sbagliando tempistiche e modalità, premesse fondamentali per la buona riuscita di un evento culturale che può rappresentare una boccata di ossigeno per Tarquinia.
Duecentomila euro per i terremotati di Amatrice e Accumoli. Il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle Lazio ha deciso all’unanimità di destinare parte delle restituzioni degli stipendi dei consiglieri regionali M5S del Lazio alla ricostruzione di Amatrice e Accumuli e al sostegno della popolazione colpita dal terremoto.
Silvia Blasi dichiara: “Ci tagliamo ogni mese metà del nostro stipendio per destinarlo ad un fondo a sostegno della piccola e media impresa. Abbiamo già restituito 750 mila euro (160 mila la quota restituita dalla Blasi) e adesso altri 200.000 euro saranno immediatamente messi a disposizione degli enti locali per il finanziamento di progetti urgenti a beneficio dei territori colpiti”.
Un’aiuto concreto che i consiglieri M5s hanno deciso di adottare vista la situazione di estrema urgenza e necessità. I privilegi dei pochi devono essere risorse per tutti.