
Il 1° Gennaio dell’anno nuovo i cittadini di Tarquinia avranno una brutta sorpresa: il sindaco Mauro Mazzola sarà infatti obbligato ad emettere un’ordinanza di assoluta non potabilità dell’acqua su tutto il territorio comunale.
Tutto ciò avverrà per via della scadenza della proroga concessa della Comunità Europea sulla Direttiva 98/83/CE e recepita in Italia dal lontano 2001 che fissa il limite massimo di arsenico per l’acqua potabile a 10 µg/l. Nella Tuscia, i comuni che dovranno far fronte a tale emergenza sono circa 33.
A Tarquinia il problema arsenico è noto da alcuni anni, ma è saltato agli occhi dell’opinione pubblica soltanto nel 2011, quando il sindaco emise una prima ordinanza (n. 8160/2011) che limitava per le sole zone periferiche l’utilizzo dell’acqua ai bambini al di sotto dei tre anni di età, alle donne incinta e alle industrie alimentari, per via del superamento del limite di 10 µg/, e successivamente una seconda ordinanza (n. 8194/2011) che ha esteso tale limitazione a tutto il territorio comunale. (vedi tabella a pg.2 per i valori di Settembre)
Il 13 gennaio 2012 sono state depositate presso l’Ufficio del Protocollo del Comune di Tarquinia più di mille firme di cittadini che, allarmati dal pericolo per l’alto contenuto di arsenico nella rete idrica comunale, chiedevano al sindaco “di realizzare al più presto gli impianti necessari alla dearsenificazione delle acque della rete idrica comunale.” Alla richiesta contenuta nella petizione non seguirono mai risposte.







