venerdì 5 agosto 2016

Immigrati, Silvia Blasi (M5S): No tendopoli, servono proposte concrete per accoglienza

polveriera_tarquinia2L’ipotesi della tendopoli alla “ex polveriera” di Tarquinia è la peggiore delle soluzioni. E può essere evitata soltanto attraverso delle proposte concrete. Sono in costante contatto con la prefettura di Viterbo riguardo la struttura temporanea di accoglienza migranti da realizzarsi a Tarquinia. In tutta la provincia sono ospitati circa 650 persone, il loro numero è costantemente in crescita e finora non sono stati registrati problemi di sicurezza pubblica. La possibilità di realizzare una tendopoli per ospitare circa 150 migranti nell’ex Polveriera è l’ipotesi operativa più concreta che la Prefettura sta valutando, confermando altresì il prosieguo delle attività di bonifica del sito.

Prioritariamente va riportata l’attenzione sul dramma umanitario dei migranti che continuamente sbarcano sulle nostre coste, il cui flusso, anche causa dei conflitti internazionali spesso sostenuti dal nostro governo, non farà che aumentare nei prossimi anni. Il dramma diventa emergenza nel nostro Paese e così nella nostra provincia dove le strutture idonee all’accoglienza sono scarse ed attualmente sature. Proprio in questo contesto d’urgenza faccio appello alla responsabilità di tutte le istituzioni affinché ciascuno faccia la propria parte per assicurare un’accoglienza dignitosa. E’ necessario evitare accorpamenti troppo numerosi e difficilmente gestibili da qualsiasi comunità locale in seno al viterbese, come vorrebbe invece il vergognoso piano di dislocazione migranti del Ministro Alfano. Piuttosto, vanno favoriti piccoli centri di accoglienza, tenendo conto di etnie e gruppi familiari. Per questi motivi il sito individuato a Tarquinia non si presta ad ospitare in maniera né temporanea né permanente delle persone in difficoltà, ed auspico quindi una pronta risposta degli amministratori locali a quella che è un’emergenza destinata a durare a lungo.

Silvia Blasi, Consigliera regionale M5S Lazio

lunedì 1 agosto 2016

Misure per contrastare la ludopatia, l’ennesimo stop del consiglio

ludopatiaLa nostra mozione sulla delicata questione delle sale giochi e del gioco d’azzardo non è stata discussa al Consiglio Comunale di giovedì scorso per la sopraggiunta mancanza del numero legale di consiglieri. Si tratta di un comportamento scorretto che stigmatizziamo, ricordando che al precedente consiglio, il presidente dell’assemblea Palmini aveva chiesto al consigliere M5S Marco Dinelli di ritirare la mozione, già all’ordine del giorno, per meglio affrontarla nella successiva seduta, e Dinelli aveva dato la propria disponibilità.

Il punto però non è la scorrettezza nei confronti del nostro movimento. Quello che lascia allibiti è la superficialità manifestata dai consiglieri e dal sindaco, rispetto ad un fenomeno che colpisce pesantemente e in modo patologico una fetta significativa della nostra collettività. In Italia sono circa 800.000 le persone vittime a vario grado della ludopatia e tutto quello che può essere fatto per contrastarla è meritevole e doveroso. Se la proporzione è quella, si tratta di un problema che potrebbe riguardare oltre 200 adulti di Tarquinia, che stanno lentamente scivolando in un abisso spesso irreversibile, specie se mancano opportunità concrete di sostegno alle famiglie che cercano di aiutare un famigliare caduto in un labirinto psico-emotivo senza uscita.

A Tarquinia è urgente affrontare una seria discussione sul tema perché aumentano a dismisura le nuove sale e l’ampia disponibilità di slot-machine o di “innocui” gratta e vinci. L’argomento meriterebbe un consiglio comunale dedicato, ma per ora non possiamo che registrare con rammarico la mancanza del numero legale per poterne parlare all’ultimo consiglio comunale.

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giovedì 21 luglio 2016

L'amministrazione agisca a salvaguardia dell'idroelettrico comunale e dell’ambiente

“Rischi anche per la qualità delle acque alla foce del Marta”

idroelettrico-comunale-tarquinia-addioLa possibilità di poter realizzare una centrale idroelettrica comunale a Tarquinia in loc. ex-Cartiera si fa sempre più remota. Nonostante i recenti proclami del PD locale in tema di ambiente e rinnovabili, l’amministrazione Mazzola non sembra voler contrastare in nessun modo una società privata, la Energie Nuove srl, che vuole realizzare due centrali idroelettriche di fronte alla ex-cartiera, con sottrazione di portata utile ad un futuro impianto comunale, specie d’estate quando il flusso del fiume Marta è scarso.

Infatti, con la realizzazione di queste centrali idroelettriche, la società concessionaria potrà attingere acqua alla diga di Montebello ininterrottamente, e quella non utilizzata a scopi irrigui sarà turbinata per produrre energia elettrica e verrà restituita, torbida, nell’alveo del Marta al di sotto della traversa della Cartiera. E’ ragionevole prevedere che questo comporterà conseguenze negative sulla qualità delle acque che il fiume Marta scaricherà in mare (con possibili ripercussioni sul comparto turistico del lido), poiché si perderà l’opera di sedimentazione e pulizia che attualmente è svolta nel corso naturale del fiume e nella diga della ex-Cartiera. In pratica per consentire a una società privata di fare profitti economici sfruttando un opera pubblica (la condotta adduttrice) la Regione autorizza la realizzazione di infrastrutture che potrebbero comportare ricadute di carattere ambientale.

Ma cosa sta facendo il comune di Tarquinia per tutelare il diritto dei tarquiniesi a produrre in proprio energia elettrica pulita dal Marta e salvaguardare la qualità delle acque alla foce del fiume? Praticamente nulla.

“Per questo motivo – dichiara il consigliere comunale M5S Marco Dinelli – abbiamo depositato una mozione per chiedere urgentemente l’impugnazione da parte del Comune di Tarquinia – in qualità di utente – della delibera n. 258 del 7.07.2016 del consorzio di Bonifica della Maremma Etrusca, con la quale di fatto si autorizza la realizzazione dei manufatti che pregiudicheranno la riattivazione dell’idroelettrico comunale alla ex-cartiera, con le conseguenze negative che ne derivano”.

A tal proposito è giusto ricordare che il Comune di Tarquinia ha recentemente stabilito per il complesso della ex-Cartiera la “destinazione strumentale al perseguimento di finalità istituzionali dell’ente ed al soddisfacimento di interessi pubblici” dichiarandolo “patrimonio indisponibile” (delibera di consiglio del 30/12/2015). Ci chiediamo allora come mai la stessa volontà politica di tutelare l’idroelettrico comunale non venga messa in atto anche in questo frangente.

Ci auguriamo che il Comune, in quanto consorziato e nell’interesse di tutti i cittadini, impugni entro i termini ammessi (dieci giorni dall’ultimo giorno di pubblicazione), la delibera in questione, come previsto dall’articolo 44 dello statuto dell’ente, e contrasti in tutte le sedi opportune anche l’iniziativa della società Energie Nuove s.r.l. relativamente alle opere suddette per salvaguardare la portata utile del fiume Marta per la futura produzione energetica comunale.

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giovedì 14 luglio 2016

Il PD di Tarquinia scherza, e intanto con Talete aumenteranno le bollette idriche

tarquinia_rincari_bollettaI recenti interventi della segreteria del PD di Tarquinia che in prima battuta potrebbero suscitare un po’ d’ilarità, poi sconcertano per il basso livello dei contenuti, soprattutto in tema di servizi pubblici locali, come quello del servizio idrico.

Partiamo dalla Talete Spa, società a cui il sindaco Mazzola e la sua maggioranza hanno appena affidato il servizio idrico integrato del nostro comune. La Talete era già sull’orlo del fallimento a luglio 2015, quando chiudeva l’esercizio precedente con un bilancio negativo per 4,3 milioni di euro. Una situazione critica che ha portato alle veloce sostituzione del presidente e di tutto il Cda e alla stesura di un nuovo “bilancio riparatore” con gli aiuti della Regione, per salvare la società dalla messa in liquidazione.

La grave situazione in cui versa Talete è frutto di una scellerata gestione voluta della politica, che in dieci anni si è preoccupata molto di poltrone e poco di oculata gestione della società, sperperando soldi in affitti di diverse sedi, appalti esterni, parco macchine e stipendi da favola per dirigenti e presidenti! Ricordiamo al PD – ma soprattutto ai cittadini – che la Talete, seppur partecipata dal pubblico, è un soggetto di diritto privato. Questo ha determinato l’impossibilità dei consigli comunali di contare nella gestione di un bene primario e essenziale come l’acqua.

Purtroppo la segreteria del PD fa finta di non conoscere la vera situazione della Talete Spa, ma soprattutto non fa alcun accenno al bando già indetto, per l’ingresso di investitori privati,profondamente caldeggiato dal sindaco di Tarquinia nonché presidente dell’Ato1, Mauro Mazzola, definitiva cessione del bene acqua al profitto. Viene così tradita la volontà popolare espressa con i referendum e mercificato un indispensabile bene comune. I partiti hanno disperato bisogno di risorse per foraggiare apparati di fedeli nulla facenti e nulla capenti. La dimostrazione palese che i cittadini con la tariffa pagano qualcosa di troppo, sta nel fatto incontestabile che i Tarquiniesi pagheranno bollette più care di circa il 10% per avere la stessa acqua.

Con l’ingresso dei privati in Talete viene bloccata una vera gestione di diritto pubblico, eliminando gli indispensabili processi di partecipazione dei Cittadini e dei Consigli Comunali, come invece previsto nella Legge Regionale di iniziativa popolare 5/2014 che indirizza ad una gestione pubblica del servizio idrico attraverso Consorzi di Comuni e Aziende Speciali. Esattamente quello che vorrebbero i 7.100 tarquiniesi (il 96% dei votanti) che nel referendum del 2011, assieme a 26 milioni di italiani, hanno espresso la chiara volontà di tenere lontani i privati dalla gestione di un bene primario come l’acqua. 7.100 cittadini tarquiniesi ai quali il sindaco Mazzola e la maggioranza si sono dimenticati di annunciare il rincaro della bolletta.

Il PD locale getta fumo negli occhi parlando di una Tarquinia “pulita, ordinata e organizzata” ma non basta cambiare discorso per non essere tacciati di complicità nell’assalto a molti beni comuni. E guardate con che faccia tosta promettono e proclamano sull’occupazione, sul rilancio del turismo, e sulla tutela ambientale. Su una cosa però hanno ragione: “chi ha memoria non dimentica, i fatti contano più di mille inutili parole”, di sicuro i cittadini non dimenticano il loro voto al referendum sull’acqua pubblica e si ricorderanno certamente della prossima bolletta.

Pubblichiamo di seguito una tabella comparativa delle tariffe del 2015 del comune di Tarquinia con quelle nuove della Talete Spa
TARIFFETARQUINIATALETE 
Tariffa agevolataEuro/mc 0,74Euro/mc 0,81
Tariffa BaseEuro/mc 1,13Euro/mc 1,24
Tariffa 1° eccedenzaEuro/mc 1,30Euro/mc 1,41
Tariffa 2° eccedenzaEuro/mc 1,47Euro/mc 1,61
Tariffa 3° eccedenzaEuro/mc 1,84Euro/mc 2,00
Tariffa servizio fognaturaEuro 0,14Euro 0,15
Tariffa servizio depurazioneEuro 0,35Euro 0,38
Quota fissa non residentiEuro 60,00Euro 69,30
Quota fissa restanti utentiEuro 24,00Euro 27,72


Di seguito pubblichiamo la delibera del passaggio a Talete, con presenze e votazioni:
Verbale di deliberazione trasferimento servizio idrico integrato a Talete S.p.A.

lunedì 4 luglio 2016

Centrale a Biogas? Preferiamo il rilancio dell'agricoltura e la nascita di aziende a zero impatto ambientale

biogas-da-forsuIl M5S Tarquinia ritiene provocatorio l’invito per un “incontro esclusivo”, lanciato sulla stampa dal Sig. Caucci, amministratore della Pellicano (la società che tratta i nostri rifiuti nella piana del Mignone, vicino alla Litoranea), che vorrebbe far arrivare “monnezza” (frazione organica) a Tarquinia da tutta la regione per circa 30.000 tonnellate l’anno, per farne metano, da bruciare in parte per produrre elettricità e la restante parte da vendere come carburante.

L’invito è provocatorio perché il M5S Tarquinia, che ha ragioni tecniche inoppugnabili per contrastare un progetto scellerato, ha una posizione pregiudizialmente contraria all’iniziativa, perché un territorio già profondamente colpito da fonti inquinanti andrebbe maggiormente salvaguardato, e non può passare il concetto che un’altra industria insalubre farebbe poca differenza. Ma purtroppo è questo il concetto che circola in certi ambienti: siamo una terra “da rapinare” cogliendo tutte le rendite possibili. E l’iniziativa che il consorzio Pellicano vorrebbe realizzare è una rendita, perché sta in piedi solo grazie agli incentivi statali.

Questa è una terra che non ne può più dei “cacciatori di rendite”: centrale a carbone, autostrada, idroelettrico, impianti fotovoltaici su suolo agricolo. C’è un copione che si ripete: la centrale a carbone, una rendita per ENEL da un miliardo di euro all’anno, che grava su questo territorio anche grazie alla complicità dei sindaci, che tra l’altro continuano a dimostrare da che parte stanno non partecipando all’Osservatorio Ambientale regionale dove potrebbero contrastare concretamente ENEL; e poi l’inutile autostrada della SAT, che ha sfilato l’Aurelia ai cittadini, bella e gratuita, per incassare la rendita dei pedaggi; anche in questo caso Caltagirone, le cooperative rosse, il Monte de’ Paschi di Siena e gli altri dell’affare devono ringraziare un sindaco, agevolatore dei cacciatori di rendite, che non ha l’agricoltura tra le sue principali preoccupazioni: guardate che fine miserabile ha fatto l’impianto per la trasformazione e la conservazione dei prodotti agricoli (conservificio/pomodorificio); e che dire dell’idroelettrico sul Fiume Marta, un’altra rendita per il fortunato di giro, che sembra stia nelle grazie del Governatore della Regione Lazio: per non parlare del  silenzio e dell’inerzia del sindaco che stanno fattivamente agevolando la società che vuole prendersi l’acqua del Marta per farne elettricità, sfruttando però a costo zero un impianto di proprietà pubblica: un’altra rendita “agguantata” che ci toglie la possibilità di fare in proprio elettricità.

Sig. Caucci, questo tipo di economia non può dare futuro ai giovani di Tarquinia e contrasta fortemente con la proposta del M5S. Non è infatti vero quanto affermato dalla Pellicano, e cioè “che in località Olivastro non esistono prodotti DOP, DOC, IGP, ecc..” poiché sono fortemente presenti e previsti da un progetto di rilancio agricolo della Regione Lazio che ha concesso a giovani agricoltori dei terreni dell’ARSIAL per la produzione controllata di prodotti biologici.

Noi vogliamo il rilancio dell’agricoltura e la nascita di aziende ad alto valore aggiunto e zero impatto ambientale, per creare posti di lavoro veri e duraturi (non i 5000 posti fantasma di Mazzola e gli industriali in coda fuori dal suo ufficio, che si strappavano i capelli per investire nella zona industriale di Tarquinia!).

Co
ncludiamo sull’invito di Caucci, ricordandogli che ci siamo già incontrati a due convegni pubblici ma soprattutto in sede di conferenza dei servizi dove la portavoce regionale Silvia Blasi ha chiarito i motivi della nostra contrarietà a questo progetto di industria insalubre di prima categoria nel cuore dell’economia agricola tarquiniese. Non lasceremo arrivare a Tarquinia 4000/5000 camion di rifiuti ogni anno per qualche euro in meno in bolletta e qualche posto di lavoro pagato a caro prezzo.

martedì 28 giugno 2016

Mazzola e la maggioranza consegnano l'acqua alla gestione privata, un altro schiaffo alla volontà dei cittadini

acqua_pubblica_tarquiniaNel consiglio comunale del 21-06-2016 non si è parlato solo di bilancio di previsione. L’amministrazione ha infatti consegnato il Servizio Idrico comunale alla Talete S.p.A, e dal 1° luglio prossimo la gestione dell’acqua a Tarquinia passerà nelle mani di una società di diritto privato.
La gestione dell’acqua e la pubblicizzazione del servizio è uno dei temi più cari al M5S e legato all’esercizio della democrazia nel nostro paese. Vogliamo quindi portare all’attenzione dei cittadini due fatti che questa amministrazione ha ignorato (come già dimostrato col voto contrario al nostro ordine del giorno sulla ripubblicizzazione del servizio idrico presentato a maggio del 2015):

  • Con il referendum abrogativo del 2011 sull’acqua pubblica, il 95% di oltre 27 milioni di italiani, (a Tarquinia circa il 96% di 7.500 cittadini) si sono nettamente espressi a favore di una gestione pubblica del servizio idrico (consorzi o aziende speciali) per assicurare un controllo democratico di un bene indispensabile per la vita di ognuno;
  • La “pubblicità” dell’acqua è sancita dalla Legge Regionale n.5 del 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, che è legge di iniziativa popolare, partita dal basso con la partecipazione attiva di comitati, associazioni, sindaci che hanno depositato la legge in consiglio regionale dove poi è stata votata all’unanimità.

Esiste quindi un chiaro volere popolare che è di fatto ignorato a tutti i livelli istituzionali:

–  dal Governo, che con il Decreto Sblocca Italia sta aggredendo i beni comuni,

–  dalla Regione, che non rende operativa predetta la legge 5/2014

–  ed infine dai Comuni, che chiedono l’affidamento del servizio a società di diritto privato come la Talete spa.

La Talete S.p.A si presenta con una grave esposizione debitoria, nota a tutti, causata da un decennio di mala gestione, a cui tutti i partiti hanno preso parte. E’ innegabile come Talete S.p.A. abbia, fino ad oggi, gestito in modo gravemente negligente il servizio idrico integrato, oltre a non aver predisposto ed attuato adeguate misure di contenimento e risanamento del debito.

Ma non è tutto! Il “Piano di Azione per il Rilancio Competitivo Aziendale” predisposto dalla Talete graverà ancora una volta sui cittadini che, come già successo in altri comuni della provincia, vedranno un ulteriore incremento della bolletta dell’acqua. In sostanza è sempre la vecchia storia: a pagare per la gestione scellerata portata avanti dai partiti siamo sempre noi cittadini!

Ma a rendere più chiara la gravità della situazione è il recente avviso pubblico di manifestazione di interesse per l’operazione di partnership di Talete S.p.A. con altre società, ovvero l’apertura ad investitori privati, già caldeggiata dal presidente dell’ATO1 di Viterbo, nonché sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola. Un vero schiaffo a tutti quei tarquiniesi che nel referendum del 2011 si espressero contro l’affidamento del servizio idrico a soggetti privati o società pubbliche con partecipazione privata.

Di seguito pubblichiamo il verbale della delibera, con presenze e votazioni:

Verbale di deliberazione trasferimento servizio idrico integrato a Talete S.p.A.

 

lunedì 27 giugno 2016

Tarquinia, il nuovo bando per la raccolta dei rifiuti dovrà portare a bollette più basse

La settimana sctari-tarquiniaorsa sì è tenuta la riunione della Commissione Consiliare Ambiente per discutere del nuovo bando di raccolta dei rifiuti. Ricordiamo che il vecchio appalto è scaduto da oltre un anno e si trova in una costosa proroga tecnica.

In questi anni il M5S di Tarquinia ha lavorato sodo sul tema e ha inoltrato all’amministrazione idee concrete per migliorare il servizio, riassunte in un documento che il consigliere Marco Dinelli ha portato in Commissione: i commissari di maggioranza hanno deciso di farlo parzialmente proprio quanto a contenuti, rifiutandosi però di metterlo a votazione.

In sintesi, le nostre proposte presentate in Commissione riguardano: estensione del porta a porta a tutto il territorio, con applicazione della tariffa puntuale, per cui si paga in base ai rifiuti prodotti e differenziati; rilancio del compostaggio domestico, anche in fossa o in cumulo, con istituzione dell'”albo dei compostatori” per beneficiare di una riduzione significativa in bolletta; posizionamento dieco-compattattori per conferire plastica, vetro e lattine con l’erogazione di un bonus; recupero dei contributi CONAI (generati della vendita dei rifiuti differenziati dai tarquiniesi).

Purtroppo, non ha trovato accoglimento la nostra proposta per il passaggio ad un sistema di “tariffazione puntuale”, ovvero di una tariffa particolarmente premiante nei confronti dei cittadini più virtuosi, secondo il principio “chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare”.

Detto ciò puntualizziamo che la collaborazione per migliorare il nuovo bando non ci sottrae né alla doverosa denuncia di tutto quello che non ha funzionato con l’attuale appalto, né all’obbligo di dare all’Amministrazione un “warning” preventivo sulla lievitazione del costo del servizio. Infatti, l’appalto scaduto che, ripetiamo, si trova in un’ingiustificata “proroga tecnica”, è stato un flop pagato caro dai cittadini. Come abbiamo altre volte denunciato, due ne sono stati i motivi: incapacità dell’amministrazione a coinvolgere adeguatamente i cittadini e il fatto incontestabile che non abbia redatto un bando parsimonioso ma efficace (il mancato recupero del contributo CONAI e le centinaia di compostiere avanzate dicono molto).

I fatti che inchiodano l’amministrazione PD stanno tutti nei numeri di quanto abbiamo sborsato e quanto ne abbiamo avuto in cambio: la spesa totale per la “monnezza” pagata dai cittadini è stata di circa 20 milioni di euro in 6 anni, ben più costosa che altrove, senza aver raggiunto nemmeno il 50% di raccolta differenziata, percentuale molto lontana dai livelli che l’appalto prometteva, evidentemente in modo velleitario.

Le buone idee affidate ai tecnici comunali per mettere a punto il capitolato e la stima dei costi, in condizioni normali devono portare ad un buon servizio e ad un costo più basso del passato e non a selezionare un appaltatore prodigo ad assumere altro personale in cambio di bollette più salate per tutti i cittadini.

sabato 18 giugno 2016

Domenica al Lido il M5S raccoglie le firme per nove referendum

banchetto-m5s-tarquiniaIl Movimento 5 Stelle di Tarquinia organizza una raccolta firme per i Referendum costituzionali, istituzionali e sociali, domenica mattina 19 giugno dalle ore 10 a Tarquinia Lido, inizio lungomare dei Tirreni.

Con questa iniziativa si vuole dare informazione ai cittadini sui quesiti referendari per i quali saranno chiamati a votare. La raccolta firme è finalizzata a raggiungere il numero previsto dalla Legge affinché ci si possa esprimere su importanti questioni.

Si potrà firmare per la richiesta di nove referendum: quattro riguardano la riforma cosiddetta della “buona scuola”, due quesiti sono sulla salvaguardia e tutela dell’ambiente in campo di inceneritori e di ricerca ed estrazione di idrocarburi prima che siano approvate le necessarie regole e garanzie per la salute dei cittadini.

I cittadini potranno firmare anche per permettere altri due quesiti referendari, relativi alla legge chiamata “Italicum”. Si potrà inoltre firmare per il referendum Costituzionale che si terrà probabilmente ad ottobre, in cui siamo fermamente schierati per il “no” a difesa della Carta Costituzionale.
In fine si potranno firmare anche due petizioni: una per l’acqua pubblica e l’altra per la richiesta dei consigli comunali in orario serale a Tarquinia.

M5S Tarquinia

mercoledì 15 giugno 2016

I consiglieri regionali del M5S restituiscono 750mila euro su un fondo per il microcredito ad aziende e famiglie

m5slazio-restituiti-750mila-euroSono le aziende e le famiglie i beneficiari dei 750mila euro accantonati dagli stipendi e dalle diarie dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle del Lazio.

Nel giorno del Restitution day organizzato al Grand Hotel Gianicolo di Roma, i sette consiglieri regionali hanno annunciato il tesoretto messo nel Fondo regionale per il microcredito e la microfinanza. “Adesso, il Fondo è aperto ai contributi di tutti i privati ma solo il Movimento ci ha messo soldi. Abbiamo chiesto un segno agli altri, ma non è arrivato” – ha detto il capogruppo Devid Porrello.

Non sarà il Movimento a scegliere i soggetti beneficiari dei 750mila euro frutto del taglio degli stipendi dei consiglieri, ma supervisionerà il fondo. Per le imprese, i prestiti saranno da 5 a 25 mila euro e i beneficiari avranno sette anni di tempo per poter restituire i fondi a un tasso di interesse dell’1%. Alle famiglie, invece, i prestiti saranno da 1.000 a 10 mila euro, sempre all’1%, da restituire entro 36 mesi.

La consigliera regionale di Tarquinia Silvia Blasi, che ha restituito circa 160mila euro, dichiara: “Oggi si concretizza una delle promesse fatte in campagna elettorale: il sostegno alle PMI ed alle famiglie del Lazio tramite un fondo per il micro credito alimentato dagli accantonamenti dei nostri stipendi di 3 anni. E’ un giorno importante in cui il M5S dimostra ancora una volta di essere diverso dai partiti che governano le nostre istituzioni: una parte dei nostri stipendi a cui rinunciamo ogni mese va a costituire un concreto sostegno a chi vuole fare impresa ed alle tante famiglie con figli disabili che non riescono ad accedere all’assistenza sanitaria pubblica. Non finirà qui, finora abbiamo accantonato più di 800.000 mila euro, una parte è confluita nel fondo per il microcredito, la rimanente più tutte le restituzioni a venire verranno usate per finanziare nuovi progetti nella regione Lazio. Stiamo dimostrando che è possibile fare politica con pochi soldi, senza attaccamento alle poltrone e soprattutto restituendo ai cittadini ciò che gli appartiene”.

venerdì 27 maggio 2016

Il M5S di Tarquinia lancia la petizione per i consigli comunali serali

petizione-consigli-comunali-seraliConsigli Comunali serali per poter consentire una maggiore partecipazione dei cittadini. Questa la proposta del Movimento 5 Stelle di Tarquinia, che da alcune settimane ha lanciato una raccolta firme sul territorio per dare più forza a questa proposta che vuole incentivare la partecipazione dei cittadini alla principale assemblea pubblica del paese.

I consigli comunali vengono da anni convocati in giorni ed orari lavorativi, rendendo impossibile la partecipazione di chi lavora! Favorire la partecipazione della cittadinanza alla gestione della cosa pubblica, dovrebbe essere uno dei doveri di un’amministrazione responsabile. Assieme a questa petizione presenteremo una mozione per modificare il regolamento consiliare ed istituire, come in molti altri comuni, l’orario serale delle sedute.

Invitiamo anche gli altri consiglieri di opposizione a sottoscrivere questa mozione e sostenere la raccolta firme, che presenteremo quanto prima in consiglio comunale.

FIRMA LA PETIZIONE ONLINE

domenica 1 maggio 2016

Non passa il "baratto amministrativo", bocciata la mozione M5S

baratto_amministrativoBocciata la mozione sul “baratto amministrativo” presentata dal consigliere comunale Marco Dinelli del M5S di Tarquinia, uno strumento che consentirebbe ai cittadini bisognosi di pagare tasse e tributi come TASI, IMU e TARI, e in generale i debiti con il fisco, attraverso lavori socialmente utili per il Comune,

 Un’iniziativa importante perché poteva «alleviare le difficoltà» di molti cittadini colpiti dalla crisi, introdotta con il decreto Sblocca Italia 133/2014, che ha previsto per i comuni la possibilità di dettare, previa delibera, uno specifico regolamento che definisca i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi di riqualifica del territorio, proposti da singoli cittadini o cittadini associati. Tali interventi, possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano.

“Non ci siamo inventati niente, è uno strumento previsto dalla legge, già adottato trasversalmente in molti comuni italiani. E’ l’ennesima proposta portata in consiglio dal M5S che viene bocciata dalla maggioranza, nonostante la mozione impegnasse l’amministrazione a “valutare l’esecutiva fattibilità per l’attuazione dello strumento”, lasciando quindi ampio spazio di manovra sull’eventuale regolamento di applicazione, aprendone la discussione a tutte le forze politiche.”

“Poteva essere un’occasione per valutare e sperimentare finalmente uno strumento che andasse in aiuto dei cittadini in difficoltà a saldare i propri debiti con il fisco, invece la maggioranza PD e Moderati-Riformisti ha preferito subito affossare questa ennesima buona proposta” commenta amareggiato il consigliere Dinelli.

Voti contrari: Centini, Capitani, Voccia, Regolo, Baldoni, Torricelli, Gentili, Palmini, Mazzola
Voti favorevoli: Dinelli, Serafini, Leoncelli, Meraviglia, Maneschi

M5S Tarquinia

martedì 26 aprile 2016

Flop della raccolta differenziata: bollette più care per i cittadini

raccolta_differenziata_tarquiniaChe faccia tosta i nostri amministratori comunali! Un anno dopo la scadenza dell’appalto quinquennale per la raccolta differenziata – con una “proroga tecnica (sic”)” che si protrarrà per un altro anno e che sospettiamo possa arrivare fino alle prossime elezioni comunali – lanciano una strepitosa campagna d’informazione al cittadino che, dati alla mano, nasconde un concetto semplice ma un po’ cattivo: è bene che siano proprio i cittadini a sentirsi in colpa per il clamoroso flop, costato in totale 13 milioni di euro, di una raccolta differenziata che non ha funzionato. L’importante è che non appaiano le colpe dell’Amministrazione Comunale, la quale avrebbe dovuto provvedere durante gli ultimi sei anni ad una capillare campagna di sensibilizzazione ed informazione (l’appalto parlava di frequenza semestrale) per educare i cittadini alla corretta gestione dei rifiuti, rendendoli consapevoli che differenziare, oltre agli indubbi vantaggi ambientali, abbatte notevolmente la bolletta perché produce la riduzione del costo di conferimento in discarica e genera proventi dalla vendita di carta, cartone, vetro, plastica, ferro, alluminio…

La messinscena degli incontri pubblici che ci aspettano a partire dal 26 aprile che cosa nasconde? L’obiettivo dell’appalto era raggiungere almeno il 60% di raccolta differenziata entro il 2013; oggi l’amministrazione Mazzola e soprattutto l’assessore Celli si presentano con un 48,9%, imputabile solo ed esclusivamente all’incapacità di suscitare la partecipazione dei cittadini per il buon funzionamento della raccolta differenziata. Il divario tra gli obiettivi e la realtà viene colmato da bollette più salate. Assessore e sindaco dovrebbero coraggiosamente ammettere che sono stati incapaci; lanciando in questi giorni la campagna informativa aggravano la loro responsabilità perché cercano di suscitare oggi, a flop avvenuto, la partecipazione del cittadino con frasi laconiche come “a voi, famiglie del Centro storico, riteniamo utile ricordare” e giù una sfilza di raccomandazioni. Ma a chi vogliono darla a bere?

Forse hanno paura che il cittadino partecipe voglia sapere troppo, e possa chiedere per esempio perché da sei anni vengono “regalati” al concessionario i proventi della vendita dei materiali differenziati (parliamo di una cifra di circa 100.000 euro l’anno), oppure perché i cittadini non sono stati adeguatamente informati della possibilità del compostaggio domestico, che da una parte avrebbe fatto risparmiare qualche decina d’euro l’anno a chi lo praticava e dall’altra avrebbe abbattuto significativamente il costo complessivo del servizio, perché conferire l’organico costa molto. Quante famiglie di Tarquinia che dispongono di uno spazio esterno sono state informate di questa possibilità? Le centinaia di compostiere inutilizzate che giacciono alla ex Cartiera sono un’altra prova schiacciante dell’incapacità dell’amministrazione di far funzionare bene il servizio di raccolta rifiuti nell’interesse del cittadino.

La corretta informazione, nel caso del compostaggio domestico, avrebbe dovuto diffondere un concetto semplice ma basilare: chi mette i rifiuti organici nel proprio piccolo pezzo di terra produce un servizio utile a tutta la collettività, perché riducendo la quantità complessiva di frazione organica abbatte le bollette di tutti. Non pubblicizzare il compostaggio domestico nel pieghevole informativo recentemente spedito alle famiglie del centro storico lascia molto da pensare, e siccome si tratta di una dimenticanza consapevole, la colpa aumenta.
Le bollette più care le dovrebbero pagare in solido il sindaco e l’assessore al posto delle famiglie, che sono già allo stremo.

lunedì 25 aprile 2016

Un Anno in MoVimento, il volantino informativo del M5S di Tarquinia

anteprima_m5s_marzo2016Decine di atti presentati in consiglio comunale, tra mozioni, interrogazioni, emendamenti; incontri con i cittadini, approfondimenti, attenzione per la salute e l’ambiente; esposti alla Procura, al Prefetto e alla Corte dei Conti. É il bilancio di un 2015 che ha visto il Movimento 5 Stelle lavorare intensamente sui punti del proprio programma: tutela del territorio e della salute, taglio della spesa, sostenibilità, migliore gestione dei rifiuti, acqua pubblica, informazione ai cittadini, partecipazione.

Intanto le botteghe dei partiti, sempre più screditati e responsabili della disaffezione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, per poter continuare a dispensare diritti sotto forma di favori, sono già in fermento, e cercano il consenso di questo o quel capobastone, in vista della scadenza del 2017.

In questo numero proponiamo una parte del lavoro svolto nel 2015 nell’interesse dei cittadini e ascoltando le loro istanze. Fatti, non chiacchiere. Il M5S a Tarquinia fa il suo dovere di opposizione: lo testimoniano gli atti presentati in Comune e l’attività propositiva e ispettiva che portiamo avanti da anni. Senza opposizione il consiglio comunale si trasforma in un “approvificio” silente e servile, svuotato di una delle due fondamentali funzioni politico-amministrative: c’è chi governa e c’è chi si oppone. Questo è tanto più necessario quando chi governa, governa male e, invece di dare risposte quando incalzato, ci dice di guardare altrove.

Riteniamo che i cittadini debbano essere informati e coinvolti sulle scelte amministrative basilari per la vita del paese e per quelle che ne stravolgono il futuro. Lo si può fare in un modo solo: “partecipazione”, un diritto-dovere che a volte sembra non riguardare più gli abitanti di Tarquinia. La “partecipazione” non si improvvisa, richiede allenamento! Se i consigli comunali sono ormai diventati delle riunioni in una sala semi-deserta, è perché i cittadini sono stati abituati a non intervenire, a non sapere. Tre anni fa fu spenta la videocamera con cui riprendevamo i consigli comunali: vuol dire che qualcuno teme la partecipazione, come dimostrano anche le convocazioni in orari poco adatti per avere la presenza fisica dei cittadini.

E’ da qui che nasce l’esigenza di una raccolta firme per sostenere la nostra mozione che proporrà di fissare i consigli comunali in orario serale, come avveniva una volta e come succede in molti altri comuni, per incentivare la partecipazione alla vita politica di Tarquinia. Nell’ultima pagina del volatino troverete tutte le informazioni su questa iniziativa. Vi lasciamo ad un breve spartito di quanto fatto nel 2015, e ci rivediamo al prossimo numero di questo volantino informativo, perché le sfide per il 2016 sono tante e difficili, e avremo bisogno di tutto il vostro sostegno… Continua a leggere, scarica il PDF del volantino informativo