martedì 15 settembre 2015

Autostrada Tirrenica, cara ci costi

silvia_blasi_sopralluogo satLe autostrade devastano i territori ma quella di Tarquinia le supera tutte ed è particolarmente brutta e inutile in un territorio vocato al turismo. L’Aurelia era una bella strada turistica che, resa tutta a 4 corsie e messa in sicurezza, sarebbe bastata. La SAT, di Caltagirone e soci invece s’è appropriata di più di un chilometro quadrato di suolo agricolo per modificare la SS1 qua e là, ampliarla per 14 km per poi mollare e restituirla a Benetton, concessionario a condizioni molto vantaggiose della rete autostradale italiana. È ovvio che i vecchi proprietari della SAT sapevano che gestire un’autostrada, nata ipotizzando un traffico menzognero tre volte quello attuale, non sarebbe stato un buon affare se non per gli appalti distribuiti fra soci, come è stato.

Altri fatti aiutano a comprendere le dinamiche di un’opera inutile. Alcuni mesi fa eravamo al Ministero delle Infrastrutture per avere il piano finanziario dell’opera, che Ettore Incalza, poi arrestato, ci stava negando. Quel giorno era stato chiamato anche l’Amministratore Delegato della SAT. Gli abbiamo imputato la responsabilità della compromissione di oltre 120 ettari di fertile suolo agricolo; non ci credeva e sorrideva con ironia al Dirigente del MIT che lo aveva invitato. Alla nostra insistenza, il responsabile della società autostradale ha pensato di poterci zittire sparando il valore vero e ha telefonato al progettista per avere il dato. Purtroppo per Tarquinia aveva torto l’Amministratore: gli ettari compromessi sono 122. L’episodio dà un’idea del pressapochismo che ha contraddistinto l’opera e ci fa preoccupare per gli aspetti più delicati come quello idraulico.

Recentemente abbiamo fatto un sopralluogo nei pressi della zona artigianale, assieme alla consigliera regionale Silvia Blasi, l’ingegnere Martens e l’architetto Cesarini, su segnalazione di alcuni imprenditori preoccupati per il deflusso delle acque piovane. Sono bastate le prime piogge e le criticità a Tarquinia sono emerse già, con sottovia allagati e acque vaganti che non erano state convogliate; che cosa accadrà quando pioverà sul serio? Spaventa l’attraversamento in rilevato, invece che su viadotto, delle valli del Mignone e del Marta, che hanno dietro di se grandi bacini imbriferi e possono generare eventi catastrofici; quei due rilevati stanno lì come due dighe.

Il probabile risultato è che le sofferenze per Tarquinia aumenteranno con più allagamenti, anche nella zona artigianale, e viabilità secondaria inutilizzabile. “Sono infatti inadeguati i canali di deflusso delle acque realizzati come opere secondarie dalla SAT, insufficienti a contenere le acque di scolo di una vasta area urbana, anche per la superficialità con cui sono stati deviati fossi da sempre ben funzionali alla raccolta delle acque piovane” dichiara la consigliera Blasi.

E tutto questo per cosa? Le Regioni Lazio e Toscana, il Ministero delle Infrastrutture e la SAT, tornata in mano a Benetton, hanno di recente sottoscritto il protocollo d’intesa, già ratificato dalla Regione Lazio, fissando anche le agevolazioni per i residenti nei comuni attraversati dalla A12. Tarquinia, che per ora è l’unico comune ad essere attraversato, ne esce cornuta e mazziata: vi ricordate la promessa del pedaggio gratuito che Mazzola sbandierava come contropartita al disagio dei tarquiniesi? Ormai è scritto nero su bianco, l’esenzione durerà solo 5 anni e per una tratta di 20 km. Il protocollo va anche oltre e seppellisce definitivamente la necessità di un’autostrada tirrenica, perché a Nord di Grosseto non verrà più realizzata e la SAT si limiterà solo a migliorare il manto stradale dell’Aurelia. Non è finita qui cara Tarquinia cornuta e mazziata: la Regione Toscana potrà contrattare ulteriori agevolazioni per i propri cittadini attingendo a fondi pubblici. È peccato pensare che la poltrona di Presidente della Provincia è un incarico di partito che premia una lunga e preziosa fedeltà?

Movimento 5 Stelle di Tarquinia

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venerdì 31 luglio 2015

Consiglio comunale: Intervento di Dinelli (M5S) su Rifiuti e IRPEF

Marco Dinelli m5sAnche quest’anno, con una percentuale del 46,20% di raccolta differenziata, si registra un aumento minimo (un solo punto percentuale) rispetto all’anno precedente, decretando che la differenziata a Tarquinia è ormai ferma, e ben lontana dal famoso 65% che dovremo raggiungere entro il 2020 come previsto dalle direttive europee.

Nel 2014 i costi complessivi per il servizio di igiene urbana superano i 3 milioni e mezzo di euro, traducendosi in un ulteriore aumento della già salata tassa sui rifiuti.

Da questi dati è chiaro che il piano di raccolta rifiuti va completamente ripensato, e che questo appalto quinquennale non è stato all’altezza delle aspettative. A dirlo non siamo noi ma sono i numeri. Ci teniamo a ricordare infatti che secondo il bando d’appalto gli obbiettivi della differenziata sarebbero dovute arrivare alle seguenti percentuali:

  • almeno il 50 % entro il 2011
  • almeno il 55 % entro il 2012
  • almeno il 60 % entro il 2013

Riteniamo che parte della responsabilità del fallimento di questi obiettivi contrattuali sia dovuta ad una politica inadempiente di questa amministrazione rispetto alle prescrizioni del contratto, come la mancata applicazione di molte penalità previste, e ad un’informazione superficiale data in questi anni alla cittadinanza.

Per il prossimo appalto ci aspettiamo un completo cambio di marcia rispetto a questi ultimi 5 anni, soprattutto per il Lido di Tarquinia, ancora scoperto da un servizio di raccolta porta a porta. La buona pratica della differenziata deve essere oggetto di un’accurata informazione ai cittadini, che vanno incentivati attraverso meccanismi premiali.

Ci auguriamo che molte delle proposte che abbiamo già fatto vengano messe in pratica, come l’incentivazione del compostaggio domestico, anche attraverso l’istituzione di un Albo Compostatori comunale.

Riteniamo inoltre inammissibile che i rifiuti differenziati valorizzabili (come carta, cartone, vetro, plastica, alluminio…) prodotti dai cittadini rappresentino soltanto un costo, mentre potrebbero trasformarsi in un RICAVO se il comune trattenesse i contributi CONAI per questi materiali, anziché cedere gli introiti alla ditta appaltatrice o ad altre ditte esterne! Questo circolo vizioso deve essere interrotto, con un conseguente risparmio per gli utenti, come succede in molti comuni virtuosi anche nella nostra provincia.

Non ci sorprende il modus operandi di questa amministrazione che continua imperterrita ad aumentare le tasse. Dopo la TASI alla massima aliquota è ora il turno dell’addizionale comunale IRPEF, che passa dallo 0,6% allo 0,8%, la più alta consentita, senza neanche prendere in considerazione una tassazione progressiva per riservare alle fasce meno abbienti un trattamento di favore.
L’ennesimo salvagente alla quale l’amministrazione non intende rinunciare, invece di una politica orientata al risparmio si continua ad aumentare la pressione fiscale indistintamente a tutti i cittadini.

Marco Dinelli
Consigliere portavoce M5S Tarquinia

domenica 26 luglio 2015

Mazzola faccia il sindaco, e tuteli la salute di cittadini e ambiente

biogas-tarquinia-conferenza serviziSulla vicenda della centrale a Biogas il primo cittadino Mazzola non si esprime, dichiarando a mezzo stampa che “il sindaco ha l’obbligo di rispettare e condurre delle battaglie non d’interesse personale, ma di quello generale e non si schiera né da una parte né dall’altra”, giustificando così la sua assenza alla conferenza dei servizi tenutasi il 15 luglio scorso presso gli uffici della Regione Lazio, dove il Comune era stato regolarmente invitato.

Purtroppo, però, Mazzola dimentica che, secondo la legge, i sindaci sono i primi garanti della salute dei cittadini attraverso l’attività di tutela dell’ambiente, nell’interesse generale della popolazione. Proprio per questo motivo le amministrazioni vengono invitate alle conferenze dei servizi, per esprimere un parere politico una volta sentito il parere dei tecnici e delle associazioni ambientaliste! Se il sindaco non è all’altezza per assumersi questa responsabilità – come da lui stesso dichiarato sulla stampa – che lasci il suo posto a qualcuno che sia in grado di farlo, invece di intervenire a delle improbabili “candid camera” come successo pochi mesi fa a Monte Romano!

Oltre a questo Mazzola si rifiuta di rispondere all’interrogazione comunale in merito al “progetto biogas” da me depositata più di un mese fa, contravvenendo al regolamento consiliare, e motivando questa inadempienza con l’unico argomento che riesce ad affrontare, ovvero le “assunzioni” dei collaboratori del M5S. E’ davvero avvilente che un sindaco non trovi altre argomentazioni per controbattere su temi così importanti come l’ambiente e la salute pubblica!

Riguardo i collaboratori personali ci teniamo comunque a chiarire al sindaco Mazzola che, come lui ben sa, vengono scelti attraverso criteri fiduciari e territoriali, e non per concorso pubblico. Inoltre, sul sito lazio5stelle.it potrà trovare tutte le informazioni che desidera sullo staff regionale M5S.

Ci auspichiamo – e crediamo lo pretendano i cittadini – che il sindaco torni a parlare di argomenti seri, e soprattutto che risponda alle nostre interrogazioni, altrimenti saremo costretti a scrivere per l’ennesima volta al Prefetto di Viterbo affinché vengano rispettati i termini di legge.

Marco Dinelli
Consigliere Portavoce M5S Tarquinia

giovedì 16 luglio 2015

Il Comune di Tarquinia assente alla conferenza dei servizi per il progetto Biogas a Tarquinia

sit-in-biogas-regione-lazioRoma, 15 luglio – Presso la sede della regione Lazio area “Difesa del Suolo” in via del Tintoretto, si è svolta la conferenza dei servizi tra gli enti pubblici valutatori, e cioè Provincia VT ed ufficio VIA (Valutazione impatto ambientale) ed il “comune fantasma” di Tarquinia.

Già, “fantasma”, perché il sindaco o chi per lui era clamorosamente assente, avendo comunicato solo il giorno precedente la propria assenza con una motivazione a nostro avviso enigmatica. Infatti il sindaco Mazzola sarebbe in “dolce attesa” di un pronunciamento del TAR del Lazio sul ricorso inoltrato dalla società Pellicano, proponente il progetto industriale biogas, contro la Determina comunale n.33 del 2004 a tutt’oggi in vigore. Determina approvata a suo tempo dall’amministrazione comunale di Tarquinia a tutela del territorio contro l’insediamento di ulteriori centrali od industrie per il trattamento dei rifiuti.
Grande perciò lo stupore dei presenti, compresi i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e cioè il Dr. Gian Piero Baldi (Bio Ambiente), Simona Ricotti (Forum Ambientalista) insieme a Sergio Pisarri (Consorzio di Bonifica della Maremma etrusca) ed alla Consigliera Regionale M5S Silvia Blasi, per questa assenza in un istituto così importante come quello della conferenza dei servizi.

I lavori dell’istruttoria sono comunque proseguiti con l’illustrazione, da parte dei suddetti, di tutte le criticità del progetto “centrale biogas”, anche a mezzo di memorie e diffide legali, comprese le ripercussioni fortemente negative che avrebbero sull’economia agricola di Tarquinia ma soprattutto sulla salute della popolazione del territorio.

Restando in attesa di una “fumata bianca” dal comune di Tarquinia, il M5S coglie anche l’occasione di sollecitare il sindaco Mazzola a rispondere all’interrogazione presentata in merito a tale progetto biogas, ormai scaduta da oltre dieci giorni, nei termini temporali previsti dalla normativa.

M5S Tarquinia

giovedì 9 luglio 2015

Biodigestore: "Sindaco, stavolta non è una candid camera!"

biogas-da-forsuSiamo giunti al capolinea e non abbiamo ancora udito il parere del sindaco Mazzola in merito al progetto “biogas a Tarquinia”. Infatti il prossimo 15 luglio si terrà la Conferenza dei servizi presso l’Ufficio VIA (valutazione Impatto ambientale) della Regione Lazio. Si deciderà quindi, riguardo al progetto del biodigestore della società privata il Pellicano, la sorte della salute dei suoi cittadini e della sana agricoltura del territorio di Tarquinia.
Invitiamo il sindaco a ragionare con noi su alcuni punti fondamentali, in base ai quali riteniamo che sia necessario dire NO a tale progetto.
Bisogna premettere intanto che il Tribunale di Civitavecchia ha recentemente accertato l’esistenza di gravi irregolarità nel contratto di affitto di alcuni terreni sui quali insiste l’impianto già esistente, di proprietà del Consorzio Pellicano, vicenda per la quale la Provincia di Viterbo ha già richiesto formalmente al Comune di Tarquinia chiarimenti, al fine di valutare eventuali provvedimenti di revoca o sospensione della licenza.
L’operato del consorzio Pellicano è stato inoltre oggetto di numerosi esposti presentati dai cittadini dell’Olivastro per denunciare l’inquinamento olfattivo molto intenso in certi orari della giornata, prodotto dalla lavorazione del compost e soprattutto dalla movimentazione della nettezza organica che viene ivi trasportata, scaricata e quindi ricaricata per essere trasferita in altra sede a mezzo autotreni. Figuriamoci perciò il disagio per detti cittadini se detta nettezza organica dovesse essere lavorata completamente in loco col (bio)digestore.
Ai fini decisionali parimenti è di estrema importanza conoscere la realtà epidemiologica sanitaria del nostro territorio. Infatti tra Civitavecchia e Tarquinia abbiamo già consolidato un aumento di mortalità generale del + 24% (malattie cardiovascolari, respiratorie ed oncologiche) ed in particolare mortalità per Cancro di + 10 % rispetto al restante territorio laziale (dati della Sanità Regione Lazio ), a causa di fonti altamente inquinanti a noi tutti ben note. Perciò è palese che non si dovrebbe permettere l’insediamento di un’altra fonte potenzialmente inquinante per le emissioni dei prodotti della combustione di gas e metano (nanoparticelle, polveri ultrasottili, sostanze procancerogene) ed odorigene come questo tipo di impianto che, quando tratti materiale organico del tipo rifiuti (nettezza organica o FORSU), viene classificato peraltro, ai sensi di legge, “industria insalubre di prima classe”, da collocarsi lontano da abitazioni, fiumi e terreni agricoli.
A nulla rileva perciò il parere dell’ ISS (Istituto Superiore Sanità) recentemente interpellato, che fra l’altro ha analizzato solo il progetto della società proponente senza valutare tutte le relative criticità sollevate da varie enti / associazioni, per poter dire NO a questo progetto, che sorgerebbe in mezzo al cuore agricolo di Tarquinia, in una vasta area con produzione ortofrutticola di qualità finanche con prodotti biologici.
Non bisogna essere “tuttologi” per dire che nel terreno sede del progetto vi è una stretta vicinanza, da pochi metri fino a 500 metri, di decine di abitazioni e terreni coltivati ed aziende agricole di pregio. Come non considerare poi la vicinanza di poco più di 200 metri dal fiume Mignone, considerato fiume ad alto rischio esondazione (come documentato dal nostro Consorzio di Bonifica) e quindi possibilità di disastro ambientale in caso di incidente industriale.
Infine ricordiamo che in ambito nazionale in moltissimi altri comuni hanno già detto “NO ALLA CENTRALE BIOGAS”, per esempio nel vicinissimo comune di Cerveteri. In questi ultimi giorni poi hanno espresso la propria contrarietà al biodigestore le amministrazioni comunali in provincia di Latina ed addirittura a Grotte Santo Stefano un comune della Tuscia governato dal suo stesso partito.
Quindi, essendo il sindaco la massima Autorità Sanitaria Locale, dovrebbe a nostro avviso (considerati anche i cittadini che hanno apposto oltre 2.000 firme di contrarietà) esprimere dissenso assoluto a questo progetto a tutela della nostra salute e di quella del territorio agricolo di Tarquinia.

Sindaco Mazzola siamo al capolinea di questo viaggio reale, non è una candid camera! Questa volta si faccia sentire sia come Sindaco che in qualità di Presidente della Provincia di Viterbo: faccia capire ai suoi cittadini da che parte sta e se dobbiamo cominciare a preoccuparci del Suo silenzio.

 

Marco Dinelli
Consigliere Portavoce M5S Tarquinia

venerdì 19 giugno 2015

Casa del Parto: “chi la sostiene non ha a cuore la salute dei cittadini”

Marco_Dinelli_consigliere-logoColoro che sostengono il progetto della “Casa del Parto” a Tarquinia non dimostrano di avere a cuore la salute dei Tarquiniesi e di tutte quelle persone che, risiedendo nei paesi limitrofi, hanno sempre visto il punto nascita tarquiniese come un grande riferimento.

Anche nell’ottica della “demedicalizzazione del parto”, occorre evidenziare che i parti naturali possono presentare gravi ed inaspettate complicanze sia per la partoriente che per il nascituro.
I fattori di rischio inoltre aumentano sensibilmente nei casi in cui la partoriente, spesso straniera, si reca in ospedale al termine della gravidanza senza essere state seguita da un ginecologo durante il corso della gravidanza.
Per mantenere aperto un reparto di degenza ginecologica comprensiva di un’unità parto e sala operatoria, sono obbligatoriamente necessari almeno sei medici per la necessaria turnazione e reperibilità. Pertanto, anche le migliori ostetriche, seppur presenti in numero adeguato, non possono supplire le funzioni del ginecologo e/o del pediatra.
Un neonato che dovesse nascere mostrando problematiche respiratorie, non riporterà gravi conseguenze di salute solo se prontamente assistito nei primi minuti di vita da un pediatra esperto, unica figura in grado di garantire standard di sicurezza ottimali.

Stiamo assistendo perciò ad una politica ipocrita e vigliacca che finge di battersi per impedire la chiusura del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ops di Tarquinia, quando invece, nelle segrete stanze e in danno alla fascia di popolazione più inerme, appoggia incondizionatamente le decisioni di Zingaretti.

Marco Dinelli
Consigliere portavoce M5S Tarquinia

martedì 2 giugno 2015

Meno Bolletta, più Ambiente: un incontro-dibattito sulla raccolta differenziata

eventorifiuti-4giugno-tarquiniaSi terrà giovedì 4 giugno alle 17,30 presso la sala grande dell’ex-biblioteca comunale alla Barriera s. Giusto l’incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle di Tarquinia sul tema dei rifiuti e della raccolta differenziata, per promuovere il confronto pubblico su soluzioni che consentono di ridurre il costo del servizio, affrontando meglio gli aspetti ambientali.
L’incontro vuole evidenziare i vantaggi della raccolta differenziata, per una diversa e più economica gestione del ciclo dei rifiuti, anche in vista del nuovo bando di gara con cui verrà affidato il servizio di igiene urbana del comune di Tarquinia, attualmente prorogato a fine 2015.
All’incontro interverranno anche il deputato Alberto Zolezzi, la consigliera regionale Silvia Blasi, il sindaco di Corchiano Bengasi Battisti e i consiglieri comunali di Pomezia Giuseppe Raspa e Salvatore Pignalosa.

FOTO DELL’EVENTO

giovedì 21 maggio 2015

Bocciato l’odg del M5S contro la gestione privata del servizio idrico e l'entrata in Talete Spa

consigliocomunaletarquinia-18maggio (1)Tarquinia – “Non passa l’ordine del giorno presentato dal M5S all’ultimo consiglio comunale, bocciato dalla maggioranza PD che, compatta, ha votato contraria. Completamente assente, invece, il resto dell’opposizione.

L’ODG impegnava la giunta e il Sindaco a sollecitare la Regione all’ultimazione dell’iter legislativo della legge regionale n. 5/2014 che prevede la ripubblicizzazione dell’acqua e di impedire, altresì, il passaggio forzato del servizio idrico comunale alla Talete Spa.
Una richiesta in linea con la volontà emersa anche nell’ultimo referendum sull’acqua, alla quale ben 20 sindaci della provincia di Viterbo hanno aderito, controdiffidando la Regione ed impugnando il provvedimento innanzi al Tribunale Amministrativo del Lazio.
Scelta opposta, invece, quella del sindaco Mazzola, che vuole consegnare da tempo la gestione del servizio idrico alla Talete Spa, società di diritto privato sull’orlo del fallimento. Ma chi ripianerà i 20 milioni di buco di bilancio della società? Lasciamo ai cittadini la facile risposta.”

Marco Dinelli
Consigliere M5S Tarquinia

lunedì 18 maggio 2015

Autostrada Tirrenica: Esposto del M5S contro l'appropriazione dell'Aurelia

lavori-Sat-lotto6aCome avevamo promesso, è stato consegnato nei giorni scorsi l’esposto riguardante l’appropriazione dell’Aurelia da parte di SAT, focalizzato sul tratto del Lotto 6A – attualmente in costruzione a Tarquinia – che presto, come tutti sanno, diventerà autostrada a pagamento.

Un lavoro durato più di un anno, che ha visto la partecipazione sia del gruppo M5S di Tarquinia, sia dei portavoce in regione e in parlamento, attraverso decine di accessi agli atti che, non senza difficoltà, ci hanno permesso di raccogliere le informazioni necessarie all’esposto.

Non siamo invece riusciti a vedere il piano finanziario del Lotto 6A, per il quale abbiamo reiterato numerose richieste. Alcuni giorni prima che venisse arrestato Ettore Incalza, che come è noto è stato fino a quel giorno responsabile delle concessioni autostradali, il suo Ufficio ci ha negato l’accesso agli atti nuovamente richiesto, motivando la decisione con la mancanza di un nostro interesse reale a poter vedere le carte richieste.

Ritenendo comunque di avere sufficienti elementi per dimostrare le anomalie riscontrate nei documenti concessori e nella convenzione di cui già disponiamo, abbiamo presentato l’esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia, chiedendo di fare chiarezza sulla vicenda A12. Tra i firmatari dell’esposto il nostro portavoce comunale Marco Dinelli e la consigliera regionale Silvia Blasi.
E andremo avanti. Siamo infatti intenzionati a presentare un esposto anche alla Corte dei Conti perché riteniamo che vi possa essere un danno erariale.

Il gruppo M5S Tarquinia

domenica 10 maggio 2015

Acqua pubblica: Mazzola non si oppone al conferimento del servizio idrico alla Talete Spa e al conseguente rincaro delle bollette

acqua-pubblica-tarquiniaLa ripubblicizzazione dell’acqua potabile e la tutela delle tasche dei cittadini non sembrano essere una priorità per il sindaco Mazzola; tra i firmatari della contro-diffida alla Regione inviata da ben 20 sindaci dei Comuni intimati al conferimento delle infrastrutture idriche alla Talete Spa (società di diritto privato attuale gestore dell’ATO 1), spicca l’assenza del nostro primo cittadino.

In barba al principio della “pubblicità” dell’acqua sancito con legge regionale n. 5/2014 e nonostante le inadempienze della Regione rispetto alla normativa vigente in materia, Mazzola non solo non si è opposto ma addirittura auspica la presa in carico del servizio idrico da parte di una società le cui voragini di bilancio potranno essere ripianate soltanto a spese dei cittadini,  attraverso  un salatissimo rincaro delle tariffe.

In discussione al consiglio comunale di lunedì 18 l’ordine del giorno presentato dal nostro consigliere Marco Dinelli, con il quale chiederemo formalmente alla Giunta e al Sindaco di sollecitare la Regione alla ultimazione dell’iter legislativo di applicazione della legge regionale che prevede la ripubblicizzazione dell’acqua e, nelle more della definizione del nuovo assetto del servizio idrico integrato, di porre in essere ogni possibile azione volta ad impedire il passaggio forzato degli impianti alla Talete Spa.

E così dopo la salatissima TASI, i rincari su IMU e Tassa Rifiuti, presto ci toccherà anche un ulteriore aumento della bolletta dell’acqua! Erano questi i “nuovi orizzonti” dell’amministrazione Mazzola?

M5S Tarquinia

sabato 2 maggio 2015

CONVOCAZIONE OSSERVATORIO AMBIENTALE REGIONALE: GRAVE SE TARQUINIA NON PARTECIPASSE!

tvn civitavecchiaIndetta per Lunedì 4 maggio a Roma, dopo un anno di inattività, la convocazione della seduta dell’Osservatorio Ambientale Regionale della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord.

Si tratta di un’importante riunione, a cui sono stati invitati tutti i comuni del comprensorio – tra cui naturalmente Tarquinia – che sono chiamati a designare un loro rappresentante in seno all’Osservatorio.
Ricordiamo che l’unico Osservatorio Ambientale in ottemperanza alle prescrizioni VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) è quello istituito dalla Regione Lazio e composto dai soggetti istituzionali, di livello nazionale e regionale, competenti a eseguire valutazioni e assumere decisioni in materia ambientale e sanitaria.

Non esiste, infatti, secondo le prescrizioni di legge, un osservatorio finanziato con i fondi Enel e gestito da un consorzio di comuni come quello presente a Tarquinia, di cui l’amministrazione si vanta di far parte.

L’Osservatorio Regionale, secondo quanto previsto nel decreto di valutazione di impatto ambientale, è l’unico organo deputato ad “analizzare lo stato ambientale del comprensorio attraverso l’analisi dei livelli complessivi degli inquinanti dell’area provocato dalle diverse fonti; studiare le ricadute sulla popolazione; informare i cittadini sui risultati degli studi e delle misure effettuate…”

Il Comune di Tarquinia finora non ha aderito all’Osservatorio Regionale, e sarebbe gravissimo se lunedì prossimo non partecipasse all’incontro che si terrà a Roma. Soprattutto dopo le recenti preoccupazioni per la centrale a carbone del sindaco Mazzola, di cui ci aspettiamo almeno la coerenza di partecipare agli organi di controllo ambientale e sanitario previsti dalla legge.

Movimento 5 Stelle di Tarquinia

Lettera di convocazione Osservatorio Regionale  Torrevaldaliga Nord

lunedì 13 aprile 2015

M5S Tuscia: elezioni provinciali farsa

dinelli-rossiQuando si parla di coerenza politica il Movimento 5 Stelle non manca mai ed è per questo che, alle ormai vicine elezioni provinciali, gli 11 consiglieri comunali della Tuscia chiamati ad esprimersi non voteranno.

Con questo gesto vogliamo ribadire con forza il principio di coerenza di fondo che il Movimento 5 Stelle ha sempre avuto nelle proprie azioni. Siamo sempre stati per una reale soppressione delle province che consentirebbe un risparmio di quasi 2 miliardi di euro l’anno e per questo non abbiamo mai presentato alcuna candidatura alle elezioni provinciali sostenute sino ad oggi.

In Parlamento ne abbiamo proposto l’abolizione, e la proposta è stata boicottata da tutti i partiti, nessuno escluso.

Contrarietà ancora più accentuata con la pseudo riforma di Renzi che di fatto abolisce solo lo strumento democratico delle elezioni dirette da parte dei cittadini; a nominare i rappresentanti provinciali, infatti, saranno i sindaci e i consiglieri comunali di tutti i comuni della provincia, chiamati a votare fra loro stessi: casta che elegge casta! Una riforma, il ddl Delrio, criticata anche dalla Corte dei Conti che ha sempre allertato il Parlamento certificando che con questa legge e il conseguente moltiplicarsi di enti, i costi lieviteranno.

Sono 11 complessivamente i consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle che compattamente hanno preso questa decisione: 4 a Canepina, 3 a Monterosi, 1 a Viterbo, Tarquinia, Tuscania e Civita Castellana.

Nessuno di loro ritirerà la scheda. Non vogliamo partecipare all’ennesima presa in giro dei cittadini e soprattutto non vogliamo partecipare alle solite bagarre politiche del “poltronificio” che ormai da settimane occupano le testate locali e che hanno la sola finalità di piazzare in posti strategici politici, parenti e amici ammanicati, nonché a provvedere alle loro nomine in aziende partecipate ed altre controllate.

Preferiamo dedicare il nostro tempo a battaglie che toccano realmente e quotidianamente i cittadini come la gestione del servizio idrico o l’imu sui terreni agricoli solo per citare due esempi recenti.

Il consigliere comunale di Tuscania
Il consigliere comunale di Tarquinia
Il consigliere comunale di Viterbo
Il consigliere comunale di Civita Castellana
I consiglieri comunali di Canepina
I consiglieri comunali di Monterosi

domenica 5 aprile 2015

Dinelli: "preoccuparsi all'improvviso per la VIA della centrale a carbone vale a dire non averla mai letta"

slide-via-tvnIl sindaco Mazzola, messo alle corde sul biomonitoraggio delle coltivazioni agricole di Tarquinia, chiede aiuto al Pd locale che non si rende affatto conto che la Relazione del Dr. Ghirga altro non è che il mero contenuto della Valutazione di Impatto Ambientale della centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord rilasciata nel 2003.
Preoccuparsi all’improvviso per la VIA vale a dire di non averla mai letta, e questo per un sindaco è una cosa gravissima, ancor più se si pensa che quest’ultimo si presenterà come candidato alle prossime elezioni provinciali di Viterbo. 

Il Pd getta poi la maschera parlando di migliaia di posti di lavoro persi se ci si oppone al carbone,dimenticandosi di considerare il danno al lavoro, al turismo, ed all’economia agricola tarquiniese che l’inquinamento può causare sul territorio.
L’unico buio che il M5S “vede” non è quello paventato dal Pd come conseguenza dello spegnimento della centrale, ma quello nella mente della maggioranza del consiglio comunale che ha negato l’inserimento di Ghirga nel comitato tecnico del biomonitoraggio, contro l’interesse della popolazione di Tarquinia.